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"The idea of sculpture. From the hand to the robot" fino al 19 novembre a Venezia

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Inaugurata il 30 agosto 2025 a Palazzo Bollani di Venezia la mostra "The idea of sculpture. From the hand to the robot", curata da Roberta Semeraro (critico d’arte) insieme a Giovanna Cicutto (project manager), che sarà aperta al pubblico fino al 19 novembre.

La preview della mostra per i media si è svolta nella stessa sede espositiva; vi hanno preso parte la curatrice e la project manager della mostra, Roberta Semeraro e Giovanna Cicutto, l'Assessore alla Promozione del territorio del Comune di Venezia Paola Mar, il Sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti, l’ex-Direttore dell’Accademia di belle arti di Carrara Luciano Massari e l’artista cubana Helena Bacardi.

Il concetto alla base dell’esposizione – che non ha precedenti e presenta caratteristiche più dinamiche che statiche – è raccontare che cosa è accaduto nella scultura dai tempi del Rinascimento di Michelangelo Buonarroti fino ai nostri giorni, quando ormai i computer “comandano” poderosi bracci meccanici che in poco tempo, e con precisione millimetrica, traducono in oggetti concreti ciò che inizialmente erano solo delle idee, come alcune sculture dell'artista cubana Helena Bacardi che le espone per la prima volta in Italia.

Col patrocinio del Comune di Venezia, del Comune di Pietrasanta e della Regione Toscana, la collaborazione del Museo dei bozzetti di Pietrasanta e del Museo di Casa Buonarroti di Firenze e la presenza di tre partner di rilievo come Continental Investiments, Roberto Coin e Aivox e St. Germain come sponsor tecnico, la mostra che si apre a Palazzo Bollani si rivela come un viaggio spazio-temporale - scandito sala per sala dai quesiti Da dove veniamo?Dove stiamo andando? e Chi siamo? - che pone a confronto disegni, bozzetti tridimensionali in vari materiali e opere realizzate con l’ausilio di un robot-scultore che sarà operativo a Palazzo Bollani e lo si potrà vedere e sentire “lavorare” dal vivo. Il tutto per capire come la scultura si sia trasformata in oltre mezzo millennio di storia dell’arte, dalle creazioni rinascimentali fino, appunto, ad alcune opere di Helena Bacardi realizzate con le più sofisticate tecnologie nei laboratori di Tor Art di Carrara e Fonderia Capa Esculturas di Madrid grazie a dei sofisticati software.

Nei diversi spazi dell’edificio cinquecentesco veneziano, dove l’arte ha sempre trovato facile e prestigiosa dimora, fino al 19 novembre 2025 si potranno ammirare due disegni su carta di Michelangelo Buonarroti - più un Torso virile in terracotta chiara che taluni studiosi attribuiscono al Genio di Caprese – provenienti dal Museo di Casa Buonarroti di Firenze.

Il percorso espositivo regalerà altre sorprese con ben 17 modelli tridimensionali di opere di famosi artisti del Novecento e contemporanei come Botero, Bezzina, Vangi, Mitoraj, Karavan, Nivola, Capotondi, Pomodoro, Signorini, Lipchitz, Messina, Penalba, Fonseca, Gilardi, Papa e Tagliolini, cui si aggiungeranno il busto di un poeta cubano e i libri commerciali provenienti dalla Gipsoteca storica di Ugo e Dario Luisi) in prestito dal Museo dei bozzetti di Pietrasanta (LU).

Tutti questi modelli andranno a sommarsi e a dialogare con 10 sculture dell’artista cubana Helena Bacardi - quattro delle quali realizzate con l’ausilio del robot - e che l’Artista espone per la prima volta in Italia nella mostra a Palazzo Bollani di Venezia; a queste si aggiunge il bozzetto in legno della “rilettura” in chiave contemporanea del famoso pipistrello, simbolo dell’azienda di famiglia, famosa in tutto il mondo.

le dichiarazioni

«Il tema principale che si afferma nelle opere di Helena Bacardi esposte nell'ambito di questa mostra in dialogo con Michelangelo e gli artisti del Museo dei Bozzetti di Pietrasanta, è la memoria intesa come intelligenza naturale - dice la curatrice Roberta Semeraro -. Queste sculture che ricordano il suo personale vissuto, riconducono alla memoria, o intelligenza collettiva che si riflette nelle opere degli artisti con i quali è stata posta in dialogo. Ed è così che Segismundo incontra il Pugile Seduto di Messina, la scomposizione geometrica dei volumi di Sferosfaldato di Capotondi e Sole Deposto di Giò Pomodoro, viene richiamata da Bacardi nelle due sculture a forma di testa. Senza Titolo di Costantino Nivola, si espande orizzontalmente come Semantics così l'allungarsi delle braccia e gambe, nella drammaticità dell'azione rappresentata nel Ratto d'Europa di Liptichz, ritorna in Ondine. In qualsiasi altra dimensione stiamo andando, Helena Bacardi ci insegna a non dimenticare chi siamo e da dove veniamo, considerando anche che l'intelligenza artificiale non è altro che il riflesso del mondo che si nutre di memoria umana».

«Il Museo dei Bozzetti ha un valore fortemente identitario per Pietrasanta , intrecciato con la storia, l’economia e la vocazione artistica e artigiana della nostra città – commenta il sindaco e assessore alla cultura Alberto Stefano Giovannetti – mostrare questo ‘ponte’ tra genio artistico e sapienza manuale in un contesto internazionale di così alto rilievo ci onora e ci permette di proseguire quel percorso di diffusione, iniziato nel 2023 e che ha portato alcuni elementi della nostra collezione in esposizione al Palazzo del Parlamento Europeo di Bruxelles, alla Courmayeur Design Week-end e quest’anno alla mostra ‘Tra luce e ombra’ a Palafrugell, in Spagna. È una splendida occasione per raccontare al mondo una comunità che respira arte ed è arte, come abbiamo sottolineato anche nel titolo del dossier per la candidatura a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027».

«Esporre le mie opere in Italia, la culla dell'arte classica e soprattutto a Venezia, la città che ha ispirato artisti come Tintoretto, Veronese, Tiziano, Canaletto, figure iconiche del Rinascimento veneziano è un grande onore e un raro privilegio - conclude l’artista Helena Bacardi -. L'umanità ha bisogno ora più che mai di vivere un nuovo Rinascimento. Con la sua biennale, Venezia è diventata l'epicentro dello scambio culturale globale di nuove idee che possono plasmare il futuro. Per la creazione di alcune delle mie presenti oggi in mostra, ho compiuto un percorso indietro nel tempo, tornando ai luoghi cari a Michelangelo. Essere in grado di scegliere il marmo direttamente nelle cave di Carrara, dove l'eternità e la generosità della natura incontrano la mano dell'uomo, è stata una fonte di ispirazione per me. Spero che il mio lavoro in corso e i miei contributi a questa mostra non solo rendano omaggio alla grande tradizione dell'arte italiana, ma in qualche modo ispirino gli altri nella ricerca di una nuova rinascita di significato e comprensione nel mondo di oggi».

Le tre opere del Genio

Per quasi tre mesi a Palazzo Bollani di Venezia, nell’ambito della mostra The idea of sculpture. From the hand to the robotsarà possibile ammirare da vicino un Torso virile del 1540 circa, attribuito al Genio di Rinascimento, alto 23 centimetri e realizzato in terracotta chiara. Nonostante le dimensioni contenute, il bozzetto mostra tutto il fascino dell’arte rinascimentale che si richiamava a quella classica dell’antica Grecia e della Roma imperiale, ripresa di tante opere che Michelangelo aveva già realizzato e modello di altre successive.

Sempre da Casa Buonarroti arrivano due disegni certi di Michelangelo: il primo è lo Studio per una figura seduta con copricapo ecclesiastico (forse un Papa), databile intorno al 1524-1525, realizzato con penna e inchiostro bruno, che misura 15,7x11,5 centimetri. Si tratta di un’opera molto ben conservata e che non si ammira in pubblico da almeno tre anni.

Il secondo disegno proveniente da Casa Buonarroti è definito Studio di tre nudi per una trasfigurazione (ma anche Studio per gli Apostoli nella ‘Trasfigurazione’) ed è realizzato a penna con inchiostro bruno e matita nera, che misura 17,8 x 20,9 centimetri. Anche quest’opera, di particolare fascino, è in buone condizioni e da almeno tre anni non si ammira in pubblico.

Le tre opere di Michelangelo, che arricchiranno l’offerta culturale della mostra che non ha precedenti, contribuiranno a testimoniare la maestria del Genio di Caprese sia nella fase di ideazione di un’opera – con disegni e schizzi tracciati di suo pugno -, sia in quella dell’elaborazione di un piccolo bozzetto tridimensionale, modello di un’opera con ben altre dimensioni che sarebbe stata realizzata in seguito.

Si tratta di opere ben conosciute dalla comunità degli studiosi, ma non dal grande pubblico: soprattutto i disegni, proprio per la loro intrinseca fragilità, non possono stare troppo a lungo sotto i riflettori, per cui la mostra veneziana è un’occasione davvero straordinaria per ammirarli da vicino, insieme al Torso virile che dimostra un appeal davvero particolare.

I bozzetti di Pietrasanta: la “mostra nella mostra”

Dalla Donna con un ombrello di Botero all’autoritratto in forma di “pugno” di Bezzina, dalla Concordia di Vangi a Orizzonte di Mitoraj, da Piazza di Dani Karavan all’opera senza titolo di Costantino Nivola, dallo Sferosfaldato 2 di Capotondi al Sole deposto di Giò Pomodoro, da Tensei Tenmoku di Kan Yasuda alla recente Nimia di Antonio Signorini, sono tra le opere i cui bozzetti saranno a Palazzo Bollani di Venezia, nella mostra The idea of sculpture. From the hand to the robot.

In totale saranno 17 i modelli tridimensionali in vari materiali (ci saranno anche le opere di Lipchitz, Messina, Penalba, Fonseca, Gilardi, Papa, Tagliolini, cui si aggiungeranno il busto di un poeta cubano e i libri commerciali provenienti dalla Gipsoteca storica di Ugo e Dario Luisi) in prestito dal Museo dei bozzetti di Pietrasanta (LU). Si tratterà di una sorta di “mostra nella mostra” che racconterà un aspetto tra i meno noti della vita lavorativa dello scultore.

La pratica del bozzetto appartiene infatti alla vita dello scultore nella fase di progettazione delle sue opere e rappresenta un suo momento molto intimo. Allo stesso tempo nel bozzetto vi sono i segni - ad esempio i chiodi e i punti - della realtà del lavoro degli artigiani locali che sentono e vivono la materia con la stessa quotidiana passione. Quando osserviamo i bozzetti ci sentiamo di entrare in un mondo arcano dedicato agli addetti ai lavori che ci dà l’occasione di condividere il momento intenso dell’idea germinale della scultura, come se potessimo vedere il figurino di uno stilista o il “canovaccio” per un drammaturgo.

Per questo la Collezione del Museo dei Bozzetti, conservata nel complesso di Sant’Agostino, con i suoi oltre mille pezzi, è singolare nel suo genere per la varietà di scultori di fama internazionale rappresentati e per l’intento di veicolare la scultura come risultato di un processo che va dall’idea dell’artista, alla scelta dei materiali, alle tecniche di lavorazione degli artigiani, alla collocazione definitiva dell’opera

Nato in un clima di grande fermento creativo, il Museo dei bozzetti di Pietrasanta aprì il 1° febbraio 1984. Sin dall’inizio ha manifestato la vocazione di museo vivo e inclusivo, in estensione continua, pronto a scambiare informazioni, a partecipare a progetti di ricerca, a compiere esposizioni in Italia e all’estero per porsi in dialogo con altre istituzioni. Non ultime la mostra a Pietrasanta degli Uffizi Diffusi (2022), al Parlamento Europeo di Bruxelles (2023), al Design Weekend a Courmayeur (2024) e al MAP25 Mostra d’Art de Palafrugell in Spagna (2025).

«I bozzetti selezionati per la mostra di Venezia – dice Chiara Celli, direttrice scientifica del Museo dei Bozzetti di Pietrasanta – offrono uno sguardo sulla scultura internazionale dal Novecento al contemporaneo. Sono opere di grandi maestri ma anche la testimonianza di rapporti internazionali secolari fra i laboratori artigiani di Pietrasanta e artisti e istituzioni di tutto il mondo».

Le inedite sculture di Helena Bacardi

Una primizia per l’Europa e, in particolare per l’Italia. Il terzo “anello” che lega le varie fasi della mostra The idea of sculpture. From the hand to the robot è costituito dal nucleo delle opere della scultrice Helena Bacardi, di origini cubane, che vive negli Stati Uniti ed esordisce in Italia con questa mostra-evento.

Si tratta di opere in marmo e bronzo – le prime delle quali realizzate con l’ausilio del robot meccanico guidato da un software - che abbracciano circa un trentennio di carriera dell’Artista e che in Italia non si sono mai viste.

Originaria di Santiago di Cuba, Helena Bacardi si è formata artisticamente in Europa; nel 1980 ha ricreato la scultura in bronzo dell’iconico Pipistrello Bacardi per la Bacardi Art Gallery di Miami, in Florida, dove si trova attualmente in esposizione permanente. Inoltre Helena ha realizzato il bozzetto in legno della “rilettura” della stessa scultura a forma di pipistrello che nei giorni della mostra sarà messo a punto in vetro di Murano da un artigiano veneziano, e collocato poi come istallazione site specific a Palazzo Bollani di Venezia, sorta di omaggio alla città lagunare che l’accoglie per questa mostra.

Interessata alla grande tradizione della scultura, dal 2024 Helena ha iniziato a frequentare Pietrasanta, in Versilia, innamorandosi delle cave di marmo delle Alpi Apuane ed entrando in contatto con il locale Museo dei bozzetti, con la Direzione del quale la curatrice Roberta Semeraro ha messo a punto il progetto espositivo della mostra.

INFO MOSTRA

The idea of sculpture. From the hand to the robot
a cura di Roberta Semeraro con Giovanna Cicutto
30.08.2025 – 19.11.2025
Palazzo Bollani
Riva degli Schiavoni, 3647
Venezia
Orari: dalle 10 alle 18, chiuso il martedì
Ingresso a pagamento

www.helenabacardi.com
www.robertasemeraro.it

www.oncevents.com
info@oncevents.com

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