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Proiezione del film "Il generale dell’armata morta" e presentazione di "Una storia scomoda" il 18 settembre a Roma

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Save the date! Giovedì 18 settembre, presso la Sala Cinecittà della Casa del Cinema di Roma avranno luogo la proiezione gratuita della pellicola diretta da Luciano Tovoli "Il generale dell’armata morta"mai comparsa nelle sale italiane, e la presentazione del libro di Antonio Caiazza, "Una storia scomoda", edito da Bibliotheka, che ricostruisce la vicenda attraverso documenti inediti ritrovati negli archivi.

Documenti inediti rinvenuti negli archivi diplomatici in giro per l’Europa ricostruiscono una vicenda ancora del tutto sconosciuta, che riguarda il boicottaggio di un film con Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Anouk Aimée e un quasi esordiente Sergio Castellitto. Il film è Il generale dell’armata morta, tratto dal romanzo dello scrittore albanese Ismail Kadare per la regia di Luciano Tovoli, uno dei maggiori direttori italiani della fotografia (ha lavorato con grandi artisti, da Michelangelo Antonioni a Dario Argento), due volte Nastro d’argento.Le riprese erano previste fra il 1980 e il 1982, in Albania, dove i fatti raccontati avvennero realmente, ma dopo contatti, viaggi, sopralluoghi e il denaro versato alla Banca di Stato albanese, la troupe fu imbarcata su un aereo e rimandata in Italia, senza che fosse girato neppure un metro di pellicola.

Ricostruisce questa singolare vicenda Antonio Caiazza, giornalista alla Rai di Trieste da sempre attento al mondo balcanico, nel libro Una storia scomoda. La guerra segreta al film con Mastroianni sugli italiani in Albania negli anni del fascismo (Bibliotheka) con documenti inediti e lettere ritrovate degli scrittori Ismail Kadare e Dritero Agolli.

Il libro sarà presentato giovedì 18 settembre alle 18 alla Casa del Cinema di Roma, seguito dalla proiezione della pellicola, che nonostante il boicottaggio fu girata in Abruzzo, uscì nel 1983, venne proiettata in Francia, ma nel nostro Paese non vide mai le sale cinematografiche. Parteciperanno il regista Luciano Tovoli, l’autore del libro Antonio Caiazza e il direttore della casa editrice Bibliotheka Roberto Alessandrini (sala Cinecittà, ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti).

Si è sempre attribuita la responsabilità del boicottaggio del film originario agli albanesi, ma i documenti consultati negli archivi diplomatici raccontano la trama che cercò di bloccare la lavorazione della pellicola. Gli apparati di due grandi democrazie, Italia (il ministro degli Esteri era Emilio Colombo) e Francia, attivarono una notevole pressione nei confronti dell’Albania affinché il film non si facesse. Il motivo: riapriva la pagina dell’occupazione fascista, delle atrocità e delle vessazioni nei confronti delle popolazioni civili, che a Roma si voleva chiusa per sempre.

“In Italia – spiega Caiazza - si erano fatti e si facevano film sulla Resistenza e di denuncia del fascismo. Ma non sul nostro passato coloniale. Il generale dell’armata morta rompeva il silenzio su vicende che l’Italia voleva definitivamente sepolte”.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili. Casa del Cinema Largo Marcello Mastroianni 1, Roma

la copertina del libro

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