LUDI: domani a Palazzo Lombardia l'arte verso Milano Cortina 2026. In mostra l'AMICIZIA con Fulvio Morella e Franco Mazzucchelli

Domani a Milano. A quarant’anni dalla storica collaborazione Warhol–Basquiat, Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella presentano LUDI – L’ARTE È UN ABBRACCIO, mostra immersiva e multisensoriale a cura di Sabino Maria Frassà.Dal 18 settembre al 16 ottobre 2025 (inaugurazione domani 17/9 h 18:00) a Palazzo Lombardia – Spazio N3, sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo.Promossa da Cramum con Regione Lombardia, patrocinata da Comitato Italiano Paralimpico e INJA Louis Braille di Parigi, la mostra è la seconda tappa del ciclo “I Limiti non esistono” dedicata al lavoro artistico inclusivo di Morella nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026. Installazioni gonfiabili monumentali e sculture lignee tattili in Braille invitano a esplorare, attraversare e vivere l’opera, abbattendo i limiti tra arte e spettatore verso Milano Cortina 2026, valorizzando i valori olimpici e paralimpici di inclusione, accessibilità e partecipazione.
LUDI è il secondo appuntamento del ciclo I LIMITI NON ESISTONO, un progetto artistico e culturale che, attraverso l’arte multisensoriale di Fulvio Morella e sotto la direzione artistica di Sabino Maria Frassà, tocca i luoghi simbolo delle prossime Paralimpiadi Invernali – Milano, Cortina e Val di Fiemme – per promuovere inclusione, accessibilità e partecipazione. Dopo la tappa trentina al Museo Arte Contemporanea di Cavalese e prima della conclusione nella Perla delle Dolomiti, Morella ha voluto coinvolgere Franco Mazzucchelli, caro amico e maestro dell’arte gonfiabile, per dare vita a un confronto profondo tra linguaggi, forme e materiali.
Le opere in mostra sono il risultato di un autentico processo di collaborazione: tutto nasce dal disegno inedito ideato da Morella “Ludi”, reinterpretato da ciascun artista secondo il proprio linguaggio e i propri materiali, ma mantenendo un costante dialogo formale e concettuale. Il pubblico sarà accolto da un’installazione immersiva composta da elementi gonfiabili monumentali in PVC e da sculture lignee tornite e arricchite da scritte in braille, pensate per essere esplorate anche attraverso il tatto.
le dichiarazioni
“Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella hanno collaborato intensamente per oltre due anni alla realizzazione di LUDI, un progetto nato da un processo creativo condiviso e sviluppato intorno alle ellissi dell’inedita forma ‘Ludi’ concepita da Morella, come sintesi visiva dell'acronimo: Linguaggio, Unione, Dialogo, Incontro. Il risultato è un linguaggio condiviso fatto di forme essenziali e superfici vive, opere tattili e inclusive, in acciaio, PVC e legno di amaranto, pensate non solo per essere osservate, ma vissute: attraversate, toccate, interpretate con il corpo, gli occhi, le mani e il cuore. Lungi dal proporsi come oggetti statici, le opere costruiscono uno spazio immersivo e partecipativo, in cui la distanza tra arte e spettatore si annulla, trasformando il pubblico in parte attiva dell’esperienza. L’arte diventa così azione generativa: non si limita a rappresentare, ma dà forma concreta ai valori di relazione e fratellanza, invitando ogni visitatore a entrare nel ludus, il gioco artistico stesso. Coinvolgendo e meravigliando, risveglia quella dimensione ludica spesso sopita nell’età adulta: libera creatività, favorisce connessioni e rigenera l’esperienza, restituendo al pubblico uno spazio di libertà, immaginazione e scoperta.” Sabino Maria Frassà, curatore e Direttore Creativo di Cramum
“Regione Lombardia ospita presso i suoi spazi istituzionali la mostra LUDI – L’ARTE È UN ABBRACCIO per testimoniare il valore universale dell’arte. Attraverso queste opere sarà possibile confrontarsi e riflettere sul potere inclusivo dello sport, metafora dei limiti e al contempo delle infinite risorse umane. I prossimi Giochi Paralimpici Invernali rappresentano uno straordinario investimento per Regione Lombardia, costantemente impegnata a offrire servizi innovativi per diventare una comunità sempre più accogliente, accessibile e attenta alle persone con bisogni speciali e disabilità. Le discipline sportive permettono alle persone con disabilità di vivere un’esperienza di grandi opportunità per mostrare attitudini e talenti. Perché chi ha abilità speciali lo dimostra sul terreno di gioco così come nella vita, e le opere di LUDI lo sapranno raccontare.” Elena Lucchini, Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Regione Lombardia
“LUDI – L’ARTE È UN ABBRACCIO rappresenta pienamente lo spirito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: un percorso che unisce arte, sport e inclusione per costruire una società più aperta e consapevole. Questa mostra è un esempio virtuoso di come la cultura possa diventare strumento di partecipazione attiva, capace di abbattere barriere e creare connessioni autentiche tra le persone. Il dialogo tra Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella, tra materiali e linguaggi diversi, ci ricorda che la bellezza nasce dall’incontro e dalla condivisione. Ringrazio Cramum e Regione Lombardia per aver dato vita a un progetto che interpreta con forza e sensibilità i valori che ci guidano verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026.” Domenico De Maio, Education and Culture Director, Milano Cortina 2026
gli artisti
La mostra rappresenta un’occasione unica per scoprire un corpo di lavori inediti di due artisti tra i più autorevoli della scena italiana e internazionale.
Franco Mazzucchelli, due volte presente alla Biennale di Venezia e in collezione permanente al Centre Pompidou di Parigi, è celebre come “il sarto dell’aria” per i suoi interventi urbani (Abbandoni) e per aver reinventato il PVC come materiale artistico. Le sue forme morbide, colorate e accoglienti trasformano lo spazio e stimolano una partecipazione fisica ed emotiva.
Fulvio Morella, vincitore del Premio alla Carriera D’Andrade, è presente con le sue opere nelle collezioni di prestigiosi musei internazionali, tra cui la Monnaie di Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna e il Victoria and Albert Museum di Londra. La sua poetica si fonda sull’inclusività, attraverso l’uso del legno tornito, delle stelle e della scrittura braille, che trasforma la materia in superfici tattili di grande rigore formale.
Tutte le opere di Fulvio Morella in mostra appartengono al ciclo inedito Blind OP (Blind Optical Art), con cui l’artista sperimenta un linguaggio visivo e tattile che fonde optical art e scrittura braille, aprendo l’esperienza estetica a più livelli sensoriali e a una sempre maggiore inclusione. Per descrivere questa traslazione dell’Op Art dalla vista alla mano, Morella ha coniato anche il termine HOP Art (Hand Optical Art): un modo per sottolineare come, in coerenza con tutta la sua poetica, anche la sua Optical Art non sia soltanto da guardare, ma da esplorare con il tatto. Come spiega il curatore Frassà "Le opere giocano sull’alternanza di vuoti e pieni e sull’ambiguità tra cerchio e ovale, generando effetti di movimento e di illusione ottica. Non si tratta però soltanto di un inganno visivo: le combinazioni tecnico-materiche sono studiate per “confondere” anche il tatto, creando un’illusione percettiva multisensoriale". Alla visione innovativa di questo ciclo ha aderito anche Franco Mazzucchelli, interpretandola con il suo linguaggio fatto di aria e PVC: così la Blind OP diventa un tassello fondamentale del terreno condiviso di arte, bellezza e inclusione su cui si fonda LUDI.
Nella mostra, le sculture dei due artisti dialogano, dando vita a un linguaggio condiviso che traduce il concetto di gioco in un gesto inclusivo e partecipativo. L’amicizia personale tra i due artisti si trasforma in espressione creativa, e l’arte diventa il luogo in cui l’eccellenza individuale e l’apertura all’altro non solo convivono, ma si valorizzano reciprocamente, senza mai sovrapporsi né prevalere.
Un autentico inno alla coesione, alla gioia e alla bellezza dell’incontro.
Testo critico e Spiegazione della forma "LUDI"
LUDI: due maestri, un solo gioco di Sabino Maria Frassà
A quarant'anni dalla storica collaborazione tra Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat, due protagonisti della scena artistica contemporanea italiana, Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella danno vita, a Palazzo Lombardia di Milano, a LUDI – L'ARTE È UN ABBRACCIO, un progetto artistico inedito, nato da una profonda amicizia personale e da una comune visione dell'arte come strumento di relazione, conoscenza e condivisione. LUDI si inserisce all'interno del ciclo "I limiti non esistono", dedicato a celebrare, attraverso l’arte, i temi dell’inclusione, della resilienza e del superamento delle barriere, in vista e in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
LUDI non è una semplice mostra di due artisti, ma un progetto organico e unitario, sviluppato intorno al concetto di ludus: la parola latina che indica tanto il gioco quanto la scuola. Riprendendo l'antica idea – già cara a Platone e ai Romani – che il gioco possa essere non solo svago ma anche formazione, Mazzucchelli e Morella propongono un’arte che con gioia coinvolge, educa e crea coesione. Come affermava Platone ne Le Leggi: "Non bisogna mai educare i giovani senza il gioco. Se si impara giocando, la lezione si imprime più a fondo" (Le Leggi, VII, 803c). E come ribadiva Maria Montessori: "Il gioco è il lavoro del bambino" (La scoperta del bambino, 1907).
Ma la forza di LUDI e della ricerca da cui è scaturita è l'essere intragenerazionale, rivolgendosi anche a chi bambino, anagraficamente, non lo è più. Attraverso l'arte, Mazzucchelli e Morella vogliono risvegliare quella dimensione ludica spesso repressa nella vita adulta, riconoscendo il gioco come motore di creatività, libertà e connessione. In questa intenzione risuona l'eco di Johan Huizinga, pedagogo, filosofo e storico della cultura olandese, che nel 1938, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, denunciava come la perdita del gioco libero rischiasse di portare al degrado della cultura e all'impoverimento della vita umana. Scriveva infatti: "Il gioco è più antico della cultura, poiché la cultura, pur presupponendo sempre la società umana, non presuppone il gioco, mentre il gioco è presente ovunque vi sia vita. Anche l'arte è nata nel gioco ed è ancora un gioco" (Homo Ludens, 1938, cap. I).
LUDI nasce dunque da questa visione condivisa: l’arte come esperienza formativa, rigenerante e partecipativa, capace di creare connessioni profonde e di liberare energie creative spesso sopite.
Il progetto trova numerose assonanze con la celebre collaborazione tra Warhol e Basquiat, in particolare con l’opera Olympic Rings (1985), realizzata per celebrare le Olimpiadi di Los Angeles 1984: un evento carico di valori universali come inclusione, fratellanza tra i popoli, eccellenza e rispetto. Come allora Warhol e Basquiat partivano da un simbolo condiviso per intrecciare i loro linguaggi, così Mazzucchelli e Morella scelgono l'ovale come punto di partenza comune. Tuttavia, se Warhol e Basquiat lavoravano su un logo – decostruendolo e sovvertendolo – Mazzucchelli e Morella vanno oltre: non reinterpretano un segno grafico, ma danno forma ai valori autentici delle Olimpiadi e dei Ludi, celebrando inclusione, gioia, collaborazione e superamento dei limiti.
L'arte "congiunta" di Mazzucchelli e Morella non si limita a rappresentare: invita il pubblico a entrare nel ludus stesso, a diventare parte attiva del gioco artistico. Attraverso sculture gonfiabili o lignee, superfici tattili e forme aperte all'interazione, i due artisti costruiscono uno spazio partecipativo, in cui lo spettatore non è osservatore passivo, ma protagonista del gioco creativo.
Le opere di LUDI non sono semplicemente in dialogo tra loro: sono concepite insieme, nate da un reale processo di collaborazione creativa, durato due anni. Mazzucchelli, maestro dei gonfiabili in PVC, e Morella, noto per l’uso del legno tornito e del Braille, mettono a disposizione del progetto le rispettive eccellenze tecniche, senza competere, ma riconoscendo e valorizzando reciprocamente il talento dell'altro. L’amicizia nella cultura e nell'arte, spesso sottotraccia, emerge qui come una forza potente che permea l’intero progetto, rendendo ogni opera un gesto di fiducia e sostegno reciproco.
Mazzucchelli, pioniere dell'arte ambientale e sociale fin dagli anni Sessanta, utilizza il PVC gonfiabile per creare strutture leggere e mobili, capaci di trasformare lo spazio e stimolare la partecipazione fisica del pubblico. Le sue installazioni, eredi degli storici Abbandoni, sono pensate per riattivare lo stupore e il coinvolgimento diretto. Morella, maestro nella lavorazione del legno, porta nella mostra la sua straordinaria perizia nella tornitura manuale e nell'uso del Braille, trasformando la materia in superficie accessibile e multisensoriale. La sua ricerca oltrepassa i confini tra arte e design, ponendo al centro il tatto, l’esplorazione e l’inclusione sensoriale.
Per entrambi, l’interazione con il pubblico non è un accessorio, ma un principio fondativo: l'opera esiste pienamente solo quando viene vissuta, toccata, abitata, condivisa. È da questa interazione che un oggetto fisico trova la forza per diventare opera. La partecipazione attiva dello spettatore, il coinvolgimento fisico ed emotivo, la stimolazione simultanea di più sensi – vista, tatto, movimento – sono quindi elementi centrali e consapevoli del loro percorso artistico.
Insieme, Mazzucchelli e Morella modellano forme primarie e superfici vive, costruendo opere che non si contemplano soltanto, ma si esplorano: da toccare, attraversare, interpretare con corpo, occhi, mani e cuore. LUDI – L’ARTE È UN ABBRACCIO è così un progetto raro e innovativo, in cui l’amicizia personale si fa gesto creativo, e l’arte diventa il luogo in cui eccellenza individuale e apertura all’altro convivono e si esaltano reciprocamente, senza mai sovrapporsi, senza mai sopraffare.
Un inno alla collaborazione, alla gioia, alla bellezza dell’incontro.
LUDI – La forma di un nuovo linguaggio aperto al possibile di Sabino Maria Frassà
Linguaggio, Unione, Dialogo, Incontro. LUDI è la forma ideata da Fulvio Morella per condensare la sua visione dell’arte come pratica relazionale e inclusiva. Composta da quattro ellissi concentriche e inclinate, non nasce da un’esigenza estetica, ma da un gesto simbolico: dare corpo a un’idea, tradurre in geometria il senso profondo del ludus – inteso non solo come gioco, ma come linguaggio universale che connette. Con LUDI, Morella dà nome e forma a un principio: l’arte può generare spazi di senso condivisi. Non una rappresentazione, ma un dispositivo di relazione.
Nel latino classico ludi è il plurale di ludus, termine che indica il gioco, ma anche la scuola, il teatro, il rito. Ludere non è solo “giocare”, ma anche agire con creatività, comunicare, vivere con leggerezza e profondità. I ludi romani non erano solo gare: erano celebrazioni pubbliche, momenti in cui la società si raccontava e si rigenerava. Giocare, in questo senso, significava costruire cultura, legami, comunità.
È da questa visione che nasce la “poetica ludica” di Morella: l’arte come gesto corale, che coinvolge, trasforma e unisce. Le parole diventano materia: si fanno Braille, si fanno stella, si svuotano di senso letterale per rinascere come acronimo, simbolo, codice. Ne è esempio il ciclo ritratti di stelle, in cui il pensiero si distilla in un’immagine essenziale come il ritratto di una persona: l’idea si fa forma, il concetto si fa luce. Così anche LUDI si trasforma in acronimo: Linguaggio, Unione, Dialogo, Incontro. Da qui prende forma una frase che ne racchiude lo spirito: LUDI è un linguaggio universale che ci apre al dialogo e all’incontro.
Nel pensiero antico, il gioco era forma di conoscenza. Seneca lo intendeva come esercizio morale; Cicerone lo vedeva come pausa rigenerante; Orazio lo usava come strategia poetica, per dire la verità con grazia. Il gioco non spiega, ma suggerisce. Così è l’arte di Morella: visione essenziale, parola che vibra più che spiegare, forma che apre spazio all’altro. Nel Novecento, Johan Huizinga, con Homo Ludens, afferma che il gioco è all’origine della cultura. È attraverso il gioco che l’uomo crea regole, mondi, relazioni. LUDI non rappresenta la cultura: la attiva, la mette in moto, la invita a esistere insieme.
La forma – quattro ellissi in equilibrio dinamico – evoca quattro dimensioni del vivere e del relazionarsi: sentire – come immersione sensoriale; pensare – come ricerca lucida e riflessiva; comunicare – come scambio e ascolto; costruire insieme – come responsabilità condivisa. In quest’ottica, l’ellissi è anche figura del pensiero. È ciò che non si dice ma fonda il senso. È soglia, vuoto attivo, invito. Come nelle opere di Morella, l’omissione non è mancanza, ma apertura. Il senso si genera nello spazio tra: tra parola e materia, tra visione e tatto, tra suono e silenzio. Filosofi come Blanchot, Nancy, Derrida,
Come la forma che evoca una spirale ipnotica, nulla è statico. Le ellissi si rincorrono, si completano. Il movimento non è circolare ma ellittico: aperto, imperfetto, in tensione. L’ellisse, con i suoi due fuochi, incarna una dualità dialogica: è metafora della relazione autentica, dell’armonia tra differenze. I vuoti tra le curve non sono assenze, ma pause attive, spazi di ascolto, luoghi del possibile. La geometria ellittica adottata da Morella diventa essa stesso metafora del pensiero plastico. Diversa da quella euclidea, non ammette linee parallele: ogni traiettoria si incontra. Lo spazio non è infinito, ma finito e curvo, come la superficie di una sfera, come un pensiero che vive nella tensione tra poli.
Gioco, ellissi e geometria condividono la stessa grammatica simbolica: sono forme aperte, dialogiche, mai assolute. Il senso emerge nello spazio tra regola e libertà, tra detto e non detto, tra presenza e ascolto. Ed è proprio in questi spazi intermedi, in queste tensioni non risolte, che si fonda la possibilità stessa di pensare, creare, vivere – come ci mostra Fulvio Morella, con una poetica fatta di silenzi attivi, forme vive, parole da toccare.
LUDI è questo: una forma che non si guarda soltanto, ma si ascolta, si tocca, si respira. Non impone, ma invita. È un linguaggio universale che non pretende di spiegare tutto, ma che lascia spazio al possibile. Da qui nasce anche il suo nome: non solo parola, ma visione. LUDI è un invito a eccellere insieme, in un gioco di intelligenze, corpi, emozioni, dove si vince solo se ci si incontra davvero.
CRAMUM
Cramum è un progetto non profit nato nel 2012 con l’obiettivo di sostenere e promuovere le eccellenze artistiche in Italia e nel mondo. Il nome “Cramum” richiama il termine latino per “crema”, ovvero la parte migliore del latte, a sottolineare l’idea di valorizzare il meglio dell’arte e della cultura. Radicato nella tradizione culturale italiana e latina, il progetto si impegna attivamente nell’organizzazione di mostre (più di 80) e iniziative culturali che offrono visibilità a Maestri dell’arte contemporanea, spesso poco noti al grande pubblico, ma già riconosciuti e apprezzati nel panorama artistico. Dal 2014, sotto la guida del direttore artistico Sabino Maria Frassà, Cramum ha avviato con successo progetti di Corporate Social Responsibility in ambito artistico, ottenendo prestigiosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana nel 2015.
info mostra
LUDI – L’ARTE È UN ABBRACCIO
FULVIO MORELLA & FRANCO MAZZUCCHELLI
A cura di Sabino Maria Frassà
PALAZZO LOMBARDIA – SPAZIO N3, MILANO
Piazza Città di Lombardia, 1, 20124 Milano
Promosso da Cramum e Regione Lombardia nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026
Inaugurazione (sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo): mercoledì 17 settembre 2025, ore 18:00
Mostra: 18 settembre – 16 ottobre 2025 (ingresso gratuito)
Orari di apertura: Lunedì – Venerdì | 10:00 – 19:00
Informazioni sulla mostra: infocramum@gmail.com
cramum
Dal 2013 Cramum organizza l’omonimo premio, che nelle prime dieci edizioni si è focalizzato sul ruolo di talent scout per artisti under 40. A partire dall’undicesima edizione, il Premio ha ampliato la propria missione, concentrandosi sulla valorizzazione della maturità artistica, indipendentemente dall’età o dalle definizioni professionali. Tra i vincitori del Premio Cramum si annoverano (in ordine cronologico di premiazione): Daniele Salvalai (2013), Paolo Peroni (2014), Francesca Piovesan (2015), Matteo Fato (2016), Giulia Manfredi (2017), Andreas Senoner (2018), Ludovico Bomben (2019), Stefano Cescon (2021), Giulia Nelli (2022), Enrico Antonello (2024) e Lorenzo Guzzini (2025).
www.amanutricresci.com/cramum/
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