Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra - Museo di Roma in Trastevere dal 19 settembre al 1° marzo

Il Museo di Roma in Trastevere ospita la mostra fotografica "Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra", risultato del progetto di documentazione visiva dell’Istituto centrale per il patrimonio immateriale del Ministero della Cultura, vincitore di Strategia Fotografia 2022 - bando pubblico volto a promuovere e a sostenere la ricerca, i talenti e le eccellenze nel campo della fotografia italiana - che si inserisce nel quadro delle azioni istituzionali della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzata dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura.
I ventotto reportage, che oggi costituiscono un Fondo Fotografico assai rappresentativo della cultura italiana conservato presso l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, sono stati realizzati sull’intero territorio nazionale dai fotografi e le fotografe Marina Berardi, Barbara Di Maio, Francesco Faraci, Francesco Francaviglia, Fausto Podavini.
L’intervento, mirato alla protezione, alla salvaguardia e alla promozione del patrimonio immateriale attraverso interventi di documentazione e sperimentazione fotografica, intende approfondire la comprensione del senso assunto dalla festa quale aspetto rilevante della società attuale e indagata come patrimonio comune, con particolare attenzione all’interrelazione fra esseri umani e ambienti naturali, contribuendo a migliorare la comprensione del significato che assume la festa quale aspetto rilevante della società contemporanea.
Francesco Francaviglia, a distanza di 55 anni dal celebre reportage di Ferdinando Scianna, interpreta la corsa dei nudi di Lentini andando oltre ai campi classici della fotografia di stampo sociale; Barbara di Maio racconta i Misteri di Campobasso attraverso uno studio eterotopico sulla festa religiosa; Marina Berardi ipotizza nuove chiavi di interpretazione e lettura del festivo come i paesaggi virtuali del Lucca comics and games; Francesco Faraci racconta i paesaggi di contestazione dei bambini di Brancaccio a Palermo; Fausto Podavini restituisce negli scatti il Maggio di Accetura.
Il progetto espositivo e di valorizzazione curato da Fabio Fichera e Cinzia Marchesini, con l’equipe di ricerca, diretta da Leandro Ventura e costituita da Stefania Baldinotti, Paola Bertoncini, Francesco Paolo Quaranta, Omerita Ranalli, Claudio Rizzoni, e la comunicazione visiva di Maria Donata Bologna, s’inserisce nel quadro delle azioni istituzionali della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo che raccoglierà immagini fotografiche e riflessioni antropologiche e che sarà presentato durante uno degli eventi che la mostra accoglierà. Non solo una mostra di fotografia, dunque: durante il periodo di apertura sono previsti una serie di incontri e giornate di studio realizzate dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che saranno occasioni per valorizzare i rapporti che si sono creati con gli organizzatori delle feste e per riflettere insieme sui modi di salvaguardarle. Il progetto è infatti in continua evoluzione in un percorso di cooperazione fra le comunità, antropologi/he, studiosi/e e fotografi/e con l’obiettivo di approfondire le tematiche della ricerca e portare innovativi sguardi di sperimentazione. La mostra così diviene un momento di confronto e di impegno, che va oltre la semplice esposizione per interagire attivamente con la festa e la sua comunità di patrimonio, di pratiche etnografiche di studio.
Gli autori
MARINA BERARDI – PhD, antropologa, fotografa e specialista in Beni demoetnoantropologici. Lavora come antropologa visuale sul patrimonio immateriale e materiale (Beni DEA), storie di vita, pratiche migranti. Nell’ambito della ricerca di Dottorato (Università degli studi della Basilicata) ha analizzato etnograficamente le politiche, le retoriche, i processi di abbandono e l’immaginario vernacolare in alcuni piccoli paesi della Basilicata. Alcune opere fotografiche hanno ricevuto menzioni e premi in ambito nazionale e internazionale tra cui Nikon Talents, Sony World Award, Metropolis 2017. Nel 2016 ha partecipato come antropologa visuale alla Missione archeologica italo-irachena dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” ad Abu Tbeirah (Iraq meridionale). Alcuni scatti del lavoro fotografico Dreaming Iraq sono stati pubblicati da National Geographic Italia. Nel 2019 è tra le vincitrici del concorso fotografico MAVI (Museo Antropologico Visivo Irpino). Dal 2019 è Photo-Essay Editor di Visual Ethnography Journal e dal 2022 fa parte della redazione della rivista Archivio di Etnografia. www.marinaberardi.net
BARBARA DI MAIO – Interprete di conferenza e traduttrice, coltiva sin da giovanissima la passione per la fotografia Frequenta l’ICP (il Centro Internazionale di Fotografia a New York) dove approfondisce la tecnica fotografica e la fotografia di moda e ritratto, vince poi una borsa di studio al Master in Fotogiornalismo e Reportage presso la Scuola Romana di Fotografia e Cinema di Roma. Da circa dieci anni si dedica prevalentemente alla fotografia antropologica e sociale, indagando e documentando il folclore, le tradizioni e le culture popolari della sua amata Campania e nell’intero territorio nazionale. Ha partecipato a diverse mostre collettive, in particolare sul tema delle donne, tassello essenziale della sua ricerca fotografica. Nel 2017 organizza la sua prima mostra personale “Japan Katana Urban Cuts” uno sguardo inedito sul Giappone e su Tokyo, ricostruito attraverso un percorso visivo basato sui colori e i richiami alla modernità e alla frenetica vita della metropoli giapponese. Le sue fotografie sono state premiate e pubblicate su riviste e collettivi internazionali di fotografia. Selezionata dall’Archivio digitale Futuro Arcaico come artista per la ricerca sull’identità territoriale e sul folclore con il progetto “A’ Maschkarata”. Di recente pubblicata sulla rivista di Arte MoleArt con il progetto fotografico sui “Misteri di Trapani”. www.barbaradimaio.it
FRANCESCO FARACI – nasce a Palermo nel 1983. Dopo gli studi umanistici (Antropologia, Sociologia), nel 2013 trova nella fotografia il suo mezzo di espressione. Si occupa di fotografia documentaria e reportage sociale. Al centro del suo lavoro c’è la sua terra, la Sicilia, della quale ama descrivere gli incroci culturali e i paradossi esistenziali (nascita e morte, gioia e violenza, la solitudine che si nasconde fra le pieghe della modernità) con uno sguardo particolare alle minoranze e ai minori che nascono, crescono e spesso si formano nelle zone disagiate e abbandonate della città, nelle periferie marginali. Per tali ragioni percorre in lungo e in largo le strade della sua terra e dei paesi mediterranei, raccontandone le storie attraverso progetti di lunga, media e breve durata. Diversi suoi reportage sono stati pubblicati su riviste nazionali ed estere (Il Venerdì di Repubblica, La Repubblica, Il Manifesto, Time Magazine, Globe and Mail, The Guardian, VICE, Rolling Stone). Ha preso parte a conferenze e seminari sulla realtà delle periferie palermitane. È videomaker e scrittore di romanzi, di racconti e di saggi che ruotano intorno alle sue radici e alla sua terra d’origine. Sue mostre personali sono state allestite in Italia e nel mondo. https://www.francescofaraci.com
FRANCESCO FRANCAVIGLIA – Studia violoncello al Conservatorio di Palermo con Sollima, teatro con Perriera, fotografia alla Fondazione Alinari di Firenze e allo IED di Milano. A Berlino si specializza in comunicazione strategica e tecniche di percezione visiva. Pone al centro del suo lavoro i diritti dell’individuo e l’esplorazione dei tratti fondamentali dell’esperienza umana. Documenta la condizione femminile nei flussi migratori del nord Africa e dell’Iraq, fotografa gli attivisti pacifisti durante il conflitto armato in Palestina, ritrae i magistrati impegnati nei processi di mafia. Nel 2014 pubblica il suo primo libro, Le donne del digiuno contro la mafia, premiato dalla FIAF come miglior lavoro fotografico dell’anno, ed è il primo autore vivente con una mostra personale alla Galleria degli Uffizi; il Festival Internazionale Fotografia di Roma lo invita ad esporre i suoi ritratti dei poeti italiani. Fra gli ultimi lavori: Mediterranean Darkness per il MACRO di Roma con riconoscimenti da Paris e Moscow photo festival; Volti Invisibili per Women of Mediterranean East and South European Network, videoinstallazione sui diritti delle donne nelle aree di crisi attraversate dai conflitti armati; Olocausto 3.0 per il Museo Riso di Palermo e la Fondazione Sicilia; documenta il Metodo Abramović per la Marina Abramovic LLS e la Fondazione Strozzi; Darklands al Teatro dell’Opera di Roma per il trentennale delle stragi dei Giudici Falcone e Borsellino. Insegna allo IED, all’Istituto Marangoni di Firenze ed è consulente per la comunicazione in diverse aziende. Ha fotografato, fra gli altri, Marina Abramovic, Ai Weiwei, Maurizio Cattelan, Patti Smith, Edouard Louis, Lindsay Kemp, Michael Cunningham, Franco Zeffirelli e, ripetutamente, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente della Commissione Europea Ursula von Der Leyen. https://www.francescofrancaviglia.com/
FAUSTO PODAVINI – Nato a Roma, vive e lavora nella sua città natale. Dopo un inizio come assistente e fotografo di studio, si dedica al fotogiornalismo interpretando un percorso da freelance che lo vede lavorare in Italia, India, Kenya, Etiopia e Sud America. Nel 2010 entra a far parte del collettivo WSP, dove, oltre alla figura di fotografo, svolge l’attività di docente di fotografia di reportage. Predilige lavori a medio e lungo termine che gli permettono di soffermarsi ed approfondire in maniera unica le tematiche affrontate. Particolarmente importanti due suoi lavori che gli sono valsi due World Press Photo nel 2013 e nel 2018, “MiRelLa” e “Omo Change” entrambi poi diventati dei libri. Nel 2017 è stato nominato Reporter per la Terra da Earth Day Italia, ed ha pubblicato nelle più importanti rivisti italiane e internazionali. Nel 2018 e nel 2021 vince il Grant della fondazione Yves Rocher e il Grant della National Geographic Association US. Numerosi i riconoscimenti internazionali ottenuti, come Il World Press Photo nel 2013 e nel 2018, Il Poyi nel 2016 e nel 2018, il Sony, l’Yves Rocher Grant, il PDN Storytelling, il Kolga Tiblisi, il World Report Award ed il Grant della National Geographic Association nel 2021. I suoi lavori sono stati pubblicati sulle più importanti riviste internazionali come 6Mois, LeVie/LeMonde, GEO ES, Stern, Internazionale, Donna Moderna, Espresso, D di Repubblica, National Geographic, Days Japan, GEO Germania, GEO Francia, Neue Zürcher Zeitung Magazine ed ha esposto nelle più importanti città come New York, Madrid, Barcellona, Milano, Roma, La Gacilly, in gallerie private e in festival internazionali. https://www.faustopodavini.eu
info mostra
Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra
Dal 19 settembre 2025 al 1° marzo 2026
Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio 1b – Roma
Promotori
Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Organizzazione
Istituto centrale per il patrimonio immateriale Ministero della Cultura
Equipe di lavoro
Stefania Baldinotti, Paola Bertoncini, Francesco Paolo Quaranta, Omerita Ranalli, Claudio Rizzoni, Leandro Ventura
Mostra a cura di
Fabio Fichera e Cinzia Marchesini
Comunicazione visiva
Maria Donata Bologna
Orari
Dal martedì alla domenica ore 10.00-20.00
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Biglietteria
La bigliettazione del Museo di Roma in Trastevere è articolata secondo le seguenti tariffe:
Intero: € 12,00
Ridotto: € 9,50
Per i residenti in Roma Capitale e nell’area metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero: € 9,50
Ridotto: € 8,50
Ingresso gratuito al museo per i possessori della “MIC Card”.
Info: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00)
per saperne di più
www.museodiromaintrastevere.it www.museiincomune.it
































