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GAETANO MINALE

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Gaetano Minale nasce ad Agnone (Molise) il 4 Luglio 1938, undici anni dopo frequenta la scuola d'Avviamento professionale e la scuola Tecnica ad Agnone e l' I.T.I. a Chieti dove si diploma come perito elettrotecnico.  Nel 1951 i suoi primi disegni ad inchiostro di china vengono esposti in bacheca della scuola Tecnica ad Agnone e inizia a dipingere i primi acquarelli.

Due anni dopo la passione vera per la pittura inizia nel vedere dipingere un pittore a Castellammare di Stabia (NA) dove si trova in visita presso i suoi cugini; dalla tela bianca che man mano si riempie di colore, viene fuori un paesaggio stupendo del golfo di Napoli, circondato da un verde intenso degli alberi, che gli desta subito interesse e modo da imitare l’artista che ha visto. Tornato a casa, e comprato dei colori ad acquarello, inizia a dipingere quel meraviglioso paesaggio che si vede dal castello della città partenopea. Ne esce un lavoro apprezzabile che regala al cugino; ritornato ad Agnone si diverte ogni tanto a dipingere qualche soggetto a lui caro, ma per motivi di studio prima e dopo per lavoro, abbandona la pittura, ma la passione mai.

Nel 1962 viene assunto da una società elettrica Unes, nazionalizzata nel 1963 come Enel. Inizia il lavoro ad Atessa nel 1963. Dal 1969 frequenta l'atelier del maestro artigiano pittore restauratore Gennaro Bravo ad Atessa fino al 1975 ed apprende tutte le procedure dell'utilizzo dell'olio su tela. Nel 1975 ha luogo la prima mostra personale presso la Galleria del Corso ad Atessa organizzata da una gallerista di Cremona. L'anno successivo conosce il pittore incisore Gildo D'Annunzio che lo invita ad esporre le sue opere alla Galleria Gelmi di Sesto San Giovanni (Milano) in una collettiva con affermati artisti.

Inizia cosi l'attività artistica di Minale Gaetano pittore che, fino ad oggi, ha realizzato tra personali e collettive oltre 120 mostre in tutto il mondo. Dal 1976 la sua tematica pittorica per oltre un trentennio è stata la cultura e la tradizione contadina abruzzese, dove l'attaccamento alla propria terra appare evidente; un mondo antico che va scomparendo, ne ravvisa la sofferta esistenza di un vivere che solo nel contatto profondo con la natura può trovare soluzioni esistenziali. In queste opere si riscontra una nostalgia struggente di un mondo che va scomparendo dovuto alla inciviltà di questa modernità.

Nell’Ottobre 2011 subisce un intervento di tracheotomia e laringectomia totale con perdita totale della voce che ne rallenta anche l’attività artistica ed espositiva; la sua pittura subisce un mutamento con una nuova emozione verso la natura e la gioia di vivere. La luce e il colore dominano nei suoi nuovi lavori, e la donna diventa la vera protagonista della sua pittura in simbiosi con la natura. Nascono le grandi tele dove si vedono lunghi paesaggi di immense distese di papaveri, girasoli e margherite dove la luce entra sugli ampi e fioriti prati e ne sparge la luminosità. Gialle ginestre ai piedi della Majella e gli spettacolari trabocchi lungo la costa adriatica del teatino a testimonianza della antica pesca su palafitte con rete, e poi le figure e volti di donne immerse tra i verdi prati fioriti che, anche se immobili parlano di vita.

Tra gli innumerevoli premi e riconoscimenti si segnalano l'Oscar Italia per le arti figurative per "La sua Fattiva e Importante attività nel campo artistico-culturale" nel 1977,  viene nominato Accademico d' Italia con medaglia d'oro nel 1978 e ottiene la nomina di Professore Onoris Causa e conferitogli il premio "Oxfort London Prize" nel 1989.

Dieci anni dopo dona al Pro Loco di Castel del Giudice (IS) 12 dipinti raffiguranti scorci e paesaggi del piccolo e suggestivo paese per utilizzarli alla riproduzione di serie di calendari da inviare a tutti gli emigranti della zona sparsi in molte parti del globo. Nel 2008 collabora per la pubblicazione di un volume " Le Campane di Atessa" realizzando 12 dipinti di antiche chiese di Atessa oggi non più esistenti, ricostruite sulle base di documenti dell'epoca e testimonianze, che vengono riprodotte in appendice del libro a cura di Lello D'Amico.

Nel 2011 viene nominato artista per l'UNICEF provincia di Palermo, per la sua sensibilità artistica, lo stesso anno la poetessa Silvana Poccione di Agnone realizza un video multimediale di Poesia musica e pittura dal titolo "Divagazioni" utilizzando numerosi dipinti di Minale. Nel 2015 realizza una serie di dipinti su carta che verranno utilizzati dalla scrittrice di fiabe Rita Cerimele di Torino, per una raccolta dal titolo "La Ragazza Con La valigia Rossa" per conto della Etica di Torino. Lo stesso anno, in onore della XXV edizione della Passione di Cristo organizzata dalla Associazione Culturale Ate Tixe Studium, svoltasi ad Atessa nel Marzo 2016, realizza un dipinto del Cristo Crocefisso che servirà per l'immagine e la riproduzione dei max manifesti e cataloghi illustrati della manifestazione.

Nel 2016 Silvana Costa utilizzerà una serie di dipinti dove la poetessa riesce ad entrare e ne descrive le stesse emozioni dell'artista nell'atto dell'esecuzione, realizzando il volume per la silloge "Liriche Visioni - Quando le Immagini toccano il cuore la pittura diventa poesia". Sempre nel 2016, con atto notarile, dona al comune di Atessa 105 dipinti di grafica che ritraggono scorci e paesaggi di Atessa, che vengono esposti in permanenza presso il Foyer dell'Auditorium Italia alla pinacoteca comunale a lui intestata.

Pittore e disegnatore ha tenuto 120 mostre nelle principali città italiane ed ha esposto in manifestazioni artistiche sia in Italia che all’estero, ha al suo attivo varie pubblicazioni tra cui "Una Vita per la Pittura" per i suoi  80 anni.

È citato nelle principali pubblicazioni d’arte contemporanea e, per la sua personalità artistica, è stato chiamato a far parte dell’Accademia San Marco, dell’Accademia dei “500”, dell’Accademia d’arte Moderna di Roma, dell’Accademia Tiberina e della Legion d’Oro. È membro effettivo dell’Unione mondiale della Cultura e, la sua scheda Biblio-Biografica è depositata all’archivio storico per l’arte italiana del novecento al Kunsthistoriches Institut in Florenz di Firenze e nell’archivio storico dei pittori e scultori italiani del novecento della Casa Editrice Il Quadrato di Milano.

Della sua opera pittorica hanno parlato la stampa nazionale ed internazionale, radio, televisione; le sue opere figurano in collezioni private ed Enti pubblici sia in Italia che all’estero. Numerosi i critici interessati alla sua Arte: Giuseppe Martucci, Katia D’Annunzio, Stefano Tenedini, Maria Carla Morbiducci, Vito Calogero, Mario Lanci, M. Milet, Gerardo Vittoria, Silvia Ramini, Bernard Gauthron, Ennio Bramato, Marina Marzoli, Nicola Scalisi, Renato Lamperini, Giorgio Carpaneto, Rossano Borzillo, Ennio Moro, Roberto Mangione, Guido Massarelli, Alex Capus, Fernando Sofra, Valerio Utri, Nello Punzo, Diego Castronovo, Giuseppe Rancitelli, Duilio Fornarola, Giuseppe Masci, Claudio Cattani, Angela Verardo,Nunzio Livrieri, Maria Delli Quadri, Giorgio Falossi, Lucia Di Cintio, Enzo Carmine Delli Quadri ed altri.

Hanno detto di lui

IL PITTORE DELLA NATURA
Ci colpisce quel suo modo personale di fare pittura, quel suo stendere il colore in tanti piccoli colpi, stesse linee che portano fragranza alle sue opere.
Lunghi paesaggi con antichi ulivi, case dai tetti rossi e gialli pagliai, ma anche figure femminili dedite al lavoro dei campi e quelle maschili insieme agli animali.
Gaetano Minale è in rapporto diretto con la natura a cui dona pace e decoro con il suo dipingere pacato e sobrio, con i colori carminio e azzurro, giallo e bianco, realizza le distese di fiori e tetti rossi di case dalle pareti spugnose. In questo modo si lancia nella poesia, ma la sua particolarità è nella stesura di questo colore che gli consente di attirare la luce, di rifrangerla in mille parti e spargerne la luminosità come pochi grandi artisti sanno fare.
Ogni mistica che possa fuoriuscire da queste fusioni, finisce per concentrarsi in questo luccicare che porta al ricordo, alla sofferenza alla dolcezza.
La luce entra ed illumina, la luce scivola e rifrange sugli ampi e fioriti prati costruiti con la divisione degli schemi, il punteggiare delle corolle, l’accorparsi di cieli bianchi e azzurri, ma anche rossi di folgore solare per sottolineare certe situazioni.
La magia delle terze campiture dona un senso alla vita in presenza attiva, la realtà è interpretata e dominata da tutti i valori della scala cromatica.
La pennellata corre veloce sulla punta a tracciare chiome di alberi e si fa più spessa per sottolineare tronchi, pagliai e figure. Sono queste che danno forme e corpo ai mestieri ormai scomparsi, ai sacrifici ancora attuali, agli scontri tra giovani, che irrompono nel fragore del presente.
La capacità di Gaetano Minale porta l'osservatore al suo paesaggio, un paesaggio diverso nell'atmosfera riportato alla vita con ulivi dallo sfondo romantico, dalla luce solare che inchioda una realtà di sudore e di lavoro, una realtà che l'arte di Gaetano Minale parte da un colore che si fa sentimento e storia.
L’uomo, i suoi casolari sono in armonia con la natura e fanno rivivere la speranza di una nuova fanciullezza lontana dal logorante frastuono della nostra epoca.
Gaetano Minale, il pittore della natura, in una difesa che non deve essere solo ricordo ma che Minale affida all’arte.
E questo è il suo messaggio per una vita migliore.
GIORGIO FALOSSI

Dipinto di DOLCEZZA SUADENTE, che cattura l' osservatore nell'atmosfera magica e romantica del suggestivo scenario, cogliendone una sensazione di serenità.
L' autore ci invita ad osservare la natura, attraverso le emozioni ispirate dall'armonia dei colori; la cattura di un attimo con la metodologia della “ VISIONE” istantanea, tipica dell' impressionismo, mettendo in risalto , il modificare delle “ FORME “ .
Un paesaggio reso “ VIVO " ; mutevole specchio d'acqua accarezzato da lussureggiante vegetazione , tonalità delicate e brillanti , sulla superficie dell'acqua tocchi di colore frammentati, per dare senso di movimento ai riflessi . Molta cura sulla resa delle trasparenze dell'acqua, per cogliere il luccichio della luce, sulle trasparenze acquifere che riflettono gli alberi . Gaetano Minale cultore di raffinata bellezza.
CELESTE ARCIERI

SOLO TRE DOMANDE

  • Mi de­scri­vo con solo tre ag­get­tivi­
    • Creativo.
    • Caparbio.
    • Romantico.
  • Il solo even­to che mi ha cam­bia­to la vita
    • Nel 1970 a Parigi nel vedere i dipinti dei grandi pittori impressionisti, da allora ho amato la pittura e l'impressionismo che tutt'oggi è la mia tecnica di pittura.
  • Solo un link so­cial­men­te uti­le
    • Tutti quelli che aiutano le persone a evitare le trasgressioni e amare se stessi e gli altri.

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