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FESTIVAL DEL MARE Roma al centro del Mediterraneo

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L’Istituto Piepoli ha recentemente condotto una ricerca di opinione (2mila interviste) su cittadini e imprese italiane che evidenzia un quadro complessivamente positivo riguardo alla percezione del ruolo dell’Italia e di Roma nel contesto mediterraneo e al valore strategico delle infrastrutture marittime, energetiche e digitali.

  • Le infrastrutture come pilastro della crescita

Sia la popolazione che le imprese riconoscono l’importanza cruciale delle infrastrutture per la sicurezza e lo sviluppo del Paese: la maggioranza degli intervistati le considera elementi determinanti per la competitività nazionale e per la crescita economica. Le infrastrutture energetiche e digitali, in particolare, sono viste come pilastri fondamentali per garantire la transizione ecologica, la sicurezza dei dati e l’integrazione dell’Italia nei flussi internazionali di energia e comunicazione.

  • Blue economy e innovazione sostenibile

Il “mare” emerge come risorsa strategica (80% cittadini; 98% imprese), sia sotto il profilo economico che geopolitico. L’ampia adesione all’idea di Blue economy conferma una diffusa consapevolezza del suo potenziale innovativo e sostenibile, mentre la percezione della centralità del Mediterraneo cresce come elemento identitario e di opportunità per il Paese. In particolare, alla domanda su quanto crede che Roma e il Lazio possano giocare un ruolo da protagonisti nello sviluppo della Blue economy e delle infrastrutture mediterranee la percentuale della popolazione e delle imprese che ci crede “molto” o “abbastanza” è, rispettivamente, del 69% e del 70%.

  • Sistema portuale e investimenti

Il sistema portuale italiano, poi, è ampiamente riconosciuto come un punto di forza (80% tra i cittadini e dalla quasi totalità delle imprese, 97%), ma solo una minoranza ritiene che il Paese lo valorizzi adeguatamente. Questo dato suggerisce la percezione di un potenziale non pienamente sfruttato, soprattutto in termini di pianificazione logistica e di connessione tra porti, reti energetiche e digitali.

Roma e il Lazio vengono riconosciuti come possibili poli di riferimento per lo sviluppo delle infrastrutture mediterranee, in virtù della loro posizione geografica e del ruolo istituzionale che li caratterizza. Tuttavia, solo il 45% dei cittadini e il 52% delle imprese ritengono che il territorio sia effettivamente pronto a svolgere questo ruolo. Tra le infrastrutture che andrebbero potenziate in via prioritaria, sia la popolazione (30%) che le imprese (37%) mettono al primo posto i trasporti e la mobilità.

In particolare, tra gli investimenti che le aziende ritengono strategici per rafforzare il ruolo di Roma nel Mediterraneo figurano il potenziamento portuale (49%), i trasporti terrestri (47%), ricerca e innovazione (45%).

Alla domanda su quale sia il principale ostacolo alla piena affermazione dell’Italia come centro della vitalità economica del Mediterraneo le aziende non hanno dubbi: la burocrazia è il nemico numero uno per il 56% del campione. 

  • Le sfide da affrontare

Nel complesso, nonostante la consapevolezza diffusa del potenziale nazionale, permangono alcune criticità: il ruolo dell’Italia come hub infrastrutturale del Mediterraneo non appare ancora pienamente riconosciuto (30% delle imprese) a livello internazionale, e la collaborazione tra settore pubblico e privato è ritenuta non ancora adeguatamente efficace (35% delle imprese).

  • La direzione futura

Nel complesso, l’indagine realizzata su cittadini e imprese italiane, delinea un Paese consapevole delle proprie risorse, delle proprie opportunità e che esprime la necessità del rafforzamento di una governance integrata, di investimenti mirati e delle sinergie istituzionali e industriali per consolidare ulteriormente la propria posizione nel Mediterraneo e nel contesto europeo.

Il Mediterraneo - afferma Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma - rientra inevitabilmente fra le priorità dell’Italia, come d’altronde è naturale che sia.  C’è sicuramente bisogno di più Roma nel Mediterraneo e Roma non può sottrarsi a quest’urgenza. Una fra le più importanti vocazioni della nostra città è proprio quella di essere una grande Capitale europea, centro del dialogo nel Mediterraneo e in Europa. Una vocazione che è legata a una serie di elementi: la sua posizione geografica, la sua storia millenaria e il suo ruolo internazionale. È, dunque, necessario che ci interroghiamo a fondo su quali politiche e responsabilità può avere Roma nei confronti del Mediterraneo, in una prospettiva di pace e sviluppo. Come emerge dalla ricerca dell’Istituto Piepoli, Roma e il Lazio - conclude Tagliavanti - vengono riconosciuti da cittadini e imprese come possibili poli di riferimento per lo sviluppo delle infrastrutture mediterranee. Tuttavia, queste potenzialità sono ancora in buona parte inespresse: il ruolo di Roma va, dunque, valorizzato”.

 

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