Solo Menti

maddalena crepet

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Mi chiamo Maddalena Crepet, l’anagrafe dice che sia nata il 3 maggio del 1994, a Roma, l’astrologo di fiducia che sia toro ascendente scorpione, con un paurosissimo – per gli altri, si intende – ariete in Marte. Come se non bastasse. Ad ogni modo, non credo di avere il migliore dei caratteri, ma, si sa, si sta parlando del nulla nella misura in cui lo si parametra al singolo individuo, non me, ma il mio interlocutore. Un po’ come parlare di Astrologia, insomma. Non come la Storia, la materia in cui ho scelto di laurearmi, il 16 dicembre del 2016, dopo un percorso di studi in Lettere Moderne. In particolare, mi sono appassionata di storia contemporanea, e, ancora più in particolare, del decennio famigerato denominato gli Anni di Piombo, ovvero, i nostrani anni Settanta. L’ossessione mi ha pervasa al punto che, quando, nel 2021, a termine del master di Scrivere della Scuola Holden di Torino mi hanno chiesto quale sarebbe stato l’argomento oggetto della bozza di romanzo per il diploma, ho risposto secca, “Gli anni Settanta”. Era evidente che avessi mostrato, già all’epoca, un pessimo carattere, oltre che una discutibile passione per il rischio. Insomma, alla fine me la sono rischiata al punto che questa bozza è diventata un romanzo vero e proprio, edito da Solferino, dal titolo-manifesto, Ci siamo traditi tutti. Ho dunque ufficialmente esordito nel panorama letterario italiano nel marzo del 2024. Dopo un intenso tour di promozione, che oltre a procurarmi, in ordine sparso, attacchi di panico, amicizie nuove, incontri più o meno divertenti, nuovamente attacchi di panico, consolidamento di un ego traballante, collezione di giacchette glamour, callo dello scrittore, visite a città conosciute e sconosciute, visite mediche di vario genere per ipocondria incurabile, ho deciso di ritirarmi in Umbria per un po’, giusto il tempo di scrivere qualcosa di nuovo. Non mi sentivo ancora pronta per una lunga tratta come un romanzo, e quindi semplicemente ho lasciato perdere. Mi sono data ai racconti. Soprattutto, ho scoperto, a quanto pare, di saper scrivere racconti. Non solo intricatissime storie lunghe e perniciose, ma anche singole scene, avvenimenti, perfino un unico personaggio. Ho così iniziato a collaborare con diverse riviste letterarie online, fino a che, lungo il mio cammino, non ho incontrato un altro sinistro figuro: Sergio Kalisiak. Ci siamo studiati da lontano, come solo due tori sanno fare. Lui illustrava un racconto di un autore, io pubblicavo il mio. Ci siamo piaciuti, e ci siamo detti “Perché non facciamo qualcosa insieme?”. Un tempo forse sarebbe stato un figlio, oggi è un libro. È nata la mia prima raccolta di racconti, Dall’anima in su, edita da Armando Editore, e, uscita in tutte le librerie, ovviamente, il 31 ottobre dell’anno corrente. 

Se pensate che il vizio della “narrazione lunga” mi sia passato, vi sbagliate di grosso. Purtroppo per voi, e anche un po’ per me, sto lavorando al secondo romanzo. Dove mi poterà, ancora davvero non lo so, ma spero in un posto che sappia di cose buone. 

Se pensate che il vizio degli attacchi di panico mi sia passato, anche su questo, mi dispiace arrecarvi cotale delusione, vi sbagliate di grosso. Non so se sperare che mi passino, ci sono quasi affezionata ormai. Di una cosa però sono certa, non mi porteranno mai in nessun posto che sappia di cose buone. 

In entrambi i casi, posso ritenermi comunque fortunata perché posso demandare almeno parte del lavoro a un’altra, povera vittima. Nel primo, la mia editor. Nel secondo, la mia analista. 

Prometto che vi terrò aggiornati sulle mie condizioni psichiche e letterarie, che poi sono la stessa cosa. Nel frattempo, godiamoci ‘sto viaggio.

SOLO TRE DOMANDE

  • Mi de­scri­vo con solo tre ag­get­tivi­
    • Testarda.
    • Ambiziosa.
    • Ipocondriaca.
  • Il solo even­to che mi ha cam­bia­to la vita
    • La morte di mia nonna materna.

la copertina di "Dall'anima in su"

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