Solo Menti

Piera Rampino

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Piera Rampino vive tra Bolzano e Bressanone, anche se le piacerebbe stare al mare. 

Capisce di voler scrivere da quando impara a leggere i titoli di Lady Oscar, ma alle superiori non tiene nemmeno un diario e all’università l’intenzione letteraria resta schiacciata sotto i pesanti tomi di diritto. Dopo la laurea decide subito quel che non vuol fare: il giudice, l’avvocato, il notaio. Quanto al resto si mostra elastica e la passione per la lingua la porta a occuparsi di traduzione, terminologia giuridica, revisione di leggi. L’importante, si dice, è stare dentro le parole, plasmare i testi.

A lungo rimane dove le cose la mettono, senza abbandonare il desiderio di essere altrove. Il desiderio cresce, si fa necessità, soluzione e cura; e un giorno comincia finalmente a scrivere.

Parte solo con un appunto, preso sull’ultima pagina de La morte di Ivan Il'ič. La calligrafia è illeggibile e l’intreccio aggrovigliato dentro di lei; ma settimana dopo settimana – di giorni ne ha pochi, perché lavora nell’amministrazione a tempo pieno – dipana pazientemente la sua storia. Ha aspettato tanto, sente “l’urgenza” di raccontare un’attesa. Vede così la luce il suo primo romanzo, L’ora di Pace, parabola di un incontro ambientata in una sala d’aspetto, che dopo qualche anno di intermittenti tentativi e silenzi rientra nella cinquina del Premio di letteratura Neri Pozza. La sera della finale un amico, nell’entusiasmo di un abbraccio, le spezza la collana di corallo di sua madre, ma che importa, è arrivata terza, è meraviglioso, perché adesso… 

Invece non succede nulla. 

D’altronde l’attesa è quel che accade quando pensi che non accada nulla. E mentre aspetta e continua a sperare, non resta con le mani in mano. Rilegge il racconto pubblicato da Historica Edizioni e, vinto il complesso dell’inedito, riprende a distillare il succo del nuovo romanzo a cui stava lavorando.

Per andare con ordine stavolta ha iniziato dal titolo, Il morto presunto: Cosimo Praticò si scopre morto per un errore burocratico, ma si tratta davvero di un errore? 

Mentre ci riflette su, frequenta una scuola di sceneggiatura, poi un corso di scrittura creativa, dove grazie al confronto con gli altri aspiranti autori e i docenti il romanzo si sviluppa e cresce. Non è ancora terminato, ma quasi, se ne potrebbe parlare con gli editori interessati. Poco prima dell’incontro previsto, però, tutto si ferma e il mondo si trasforma in un’enorme zona rossa. Ogni contatto con l’esterno è interrotto; non resta che chiudersi (di nuovo) in camera, avere pazienza e aspettare. 

I giorni scorrono rapidi e lenti, la realtà fluttua in una bolla; solo la fantasia è più che mai materia palpitante e viva. Ne approfitta per terminare il romanzo, rivedere, aggiustare, limare. 

Ora sì che il testo è pronto, sarebbe stato prematuro presentarlo prima! Le cose non accadono per caso, peccato che gli invii spontanei tendano a inciampare nella posta e a cadere nel cestino, meglio provare con un altro concorso. E Il morto presunto figura tra le opere selezionate dal Premio di letteratura Città di Como. Ci siamo, pensa, ancora un passo e… 

Pazienza: l’aspirante autrice ha aspettato tanto, può aspettare anche il morto. E mentre lui riposa lei scrive, inseguendo una certa idea che sembra adatta per un racconto; in effetti è un racconto particolare, perché non iscriverlo a un concorso particolare? 

Lorenzo, linguista e lettore appassionato, le suggerisce un premio riservato alla letteratura weird. Lei non sa bene cosa sia il weird; sa solo che il racconto è strano, ma si fida. Gli altri si aggiudica il secondo posto al Premio Hypnos 2023 e viene pubblicato dall’omonima casa editrice.

In una delle fiere dedicate al weird l’autrice entra in contatto con un altro editore, Agenzia Alcatraz, che la dirotta sulla collana non di genere Labirinti

Il nome è promettente: il morto, che intrappolato nell’errore si aggira da anni in un dedalo senza uscita, dovrebbe trovarcisi benissimo. Il curatore della collana è della stessa opinione e vuole fare una scommessa: rovesciare la prospettiva del romanzo per farne emergere il vero senso. La famiglia di Cosimo non può rimanere in disparte, bisogna ribaltare tutto, mettendo in primo piano ciò che stava sullo sfondo. 

Lei amplia, taglia, cuce brandelli di testo finché il libro è davvero pronto. Il morto presunto esce di stucco dal pc per entrare in libreria il 7 novembre. Ha scelto di nascere lo stesso giorno dell’autrice e si augura sinceramente di restare vivo almeno un po’.

SOLO TRE DOMANDE

  • Mi de­scri­vo con solo tre ag­get­tivi­
    • Delicata.
    • Riflessiva.
    • Tenace.
  • Il solo even­to che mi ha cam­bia­to la vita
    • Una perdita accompagnata da un incontro.

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