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L'Arbre de l'authenticité: a Villa Medici proiezione e incontro per il film del borsista Sammy Baloji l'11 febbraio

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L'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici è lieta di accogliere il pubblico mercoledì 11 febbraio 2026 alle ore 18:30, presso la Sala Cinema Michel Piccoli, per la proiezione di L’Arbre de l’authenticité, ultimo film dell’artista congolese Sammy Baloji, ex borsista dell’Accademia per il biennio 2019–2020. L’evento si svolgerà in presenza del regista Sammy Baloji e di Matteo Lucchetti, curatore di arti contemporanee del MUCIV/Museo delle Civiltà di Roma, che accompagneranno la visione con un momento di confronto aperto al pubblico. Il film, precedentemente presentato alla Fondazione Prada e allo Schermo dell'arte, sarà proiettato in lingua francese e olandese, con sottotitoli in inglese, mentre la discussione si terrà in inglese. Il biglietto ha un costo di 5 euro ed è gratuito per i soci SOLO / DUO / TRIBU.

il film

Il film prende avvio dai resti della stazione di ricerca INERA di Yangambi, sulle rive del fiume Congo, un tempo centro nevralgico degli studi sull’agricoltura tropicale e oggi luogo sospeso tra vegetazione e rovine. In questo paesaggio segnato dall’abbandono, L’Arbre de l’authenticité interroga le relazioni tra conoscenza scientifica, potere e accesso al sapere, mettendo in luce le tracce persistenti della modernità coloniale e il loro impatto sulle attuali crisi ambientali. La foresta che lentamente ingloba gli edifici diventa metafora di una storia rimossa ma mai risolta, in cui il passato continua a esercitare il proprio peso sul presente.

Attraverso le voci di due figure emblematiche, Paul Panda Farnana e Abiron Beirnaert, scienziati attivi a Yangambi tra il 1910 e il 1950, il film ricostruisce una genealogia dell’ingiustizia ambientale contemporanea. Le loro traiettorie, diverse eppure intrecciate, incarnano lo stigma della distruzione ecologica avviata in epoca coloniale e rivelano come lo sfruttamento delle risorse naturali sia stato inseparabile da un controllo politico e culturale dei territori e dei saperi.

Sammy Baloji

Nato a Lubumbashi nel 1978, Sammy Baloji è artista visivo e fotografo, oltre che cofondatore dei Rencontres Picha, biennale di fotografia e video nella sua città natale. Dal 2005 la sua ricerca si concentra sulla memoria storica della Repubblica Democratica del Congo, con particolare attenzione al patrimonio culturale, architettonico e industriale del Katanga e agli effetti di lunga durata della colonizzazione belga. I suoi lavori indagano i processi attraverso cui le identità si costruiscono, si trasformano, si degenerano e si reinventano, spesso a partire da archivi, immagini e testimonianze dimenticate.

Il suo percorso internazionale comprende la partecipazione ai Rencontres Africaines de la Photographie di Bamako, alla Biennale di Lione, alla Biennale di Venezia, a Photoquai al Musée du Quai Branly, alla Biennale di Dakar e a Documenta 14. Le sue opere sono state esposte, tra gli altri, al Musée Royal d’Afrique Centrale di Tervuren, al Kunstmuseum aan zee di Ostenda, alla Tate Modern di Londra, all’Africa Center di New York e allo Smithsonian National Museum of African Art di Washington DC. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti figurano quelli della Fondation Prince Claus, dei Rencontres Africaines de la Photographie e della Biennale di Dakar, oltre al premio Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative vinto nel 2014.

Durante la sua residenza a Villa Medici, nell’ambito della mostra dei borsisti Dans le tourbillon du tout-monde (10 luglio – 13 settembre 2020), Baloji aveva già scelto di confrontarsi con la storia coloniale esponendo una lettera di Alfonso I, re del Congo, indirizzata a Manuel I, re del Portogallo, relativa all’incendio della “Grande Casa degli Idoli”. Anche L’Arbre de l’authenticité si inserisce in questa linea di ricerca coerente e rigorosa, proponendo una riflessione critica che intreccia passato e presente, storia e ambiente, e invita a ripensare in modo radicale il rapporto tra eredità coloniale e futuro del pianeta.

il trailer

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