
Il pomeriggio di sabato 28 marzo, la sede nazionale del Partito Comunista in Via degli Elci a Roma si è trasformata in un laboratorio di analisi geopolitica d'eccezione. La presentazione del volume "Cina. L’irresistibile ascesa", edito da Sandro Teti Editore nella prestigiosa collana Historos diretta da Luciano Canfora, ha rappresentato un momento di rottura rispetto alla narrazione dominante. Sotto la guida della giornalista Patrizia Boi, l'incontro è durato circa tre ore, segno di una partecipazione viva che ha visto alternarsi l'esperienza diplomatica dell’Ambasciatore Alberto Bradanini, la visione generazionale di Fabrizio Da Silva e la sintesi dottrinale del Segretario Generale Alberto Lombardo.
L'apertura dei lavori è stata affidata a Da Silva, Responsabile Nazionale della Federazione della Gioventù Comunista, che ha saputo portare il punto di vista delle nuove generazioni, sottolineando come la comprensione del modello cinese sia oggi un atto di resistenza intellettuale contro l'imperialismo.
L'introduzione dell'Ambasciatore Bradanini ha subito chiarito lo spessore dell'interlocutore: una carriera iniziata nel 1975 che lo ha portato ai vertici della diplomazia a Pechino, Teheran e Hong Kong. Bradanini non si è presentato solo come un tecnico, ma come un intellettuale capace di fondere l'aneddotica vissuta sul campo con una rigorosa analisi macroeconomica e filosofica, trattando la Cina non come un "alieno", ma come una civiltà dotata di una propria, coerente logica di sviluppo.
Il cuore pulsante dell'incontro è stata l'articolata intervista condotta da Patrizia Boi, che attraverso una serie di domande mirate ha sviscerato i nodi cruciali del libro. Il punto di partenza è stato simbolico: l'iscrizione taoista "Natura madre di tutte le cose", chiave per comprendere quanto il pensiero ancestrale incida ancora nella Repubblica Popolare. Bradanini ha delineato una Cina che è simultaneamente "Paese Continente", "Paese Ideologia" e "Paese Civiltà", spiegando come queste definizioni concorrano a creare un'entità unica.
Particolarmente affascinante è stata l'analisi della struttura del pensiero cinese, definita come "anti-aristotelica" e caratterizzata dalla "colleganza illogica". La Cina è stata descritta come il Paese del "non detto", dove il processo ha un valore superiore all'arrivo. Questo concetto si lega alla "Eteropia" cinese, una diversità radicale che sfida i parametri occidentali. Anche il Confucianesimo è emerso come pilastro della stabilità attuale: il rifiuto di conclusioni affrettate e dell'egoismo si riflette oggi in una politica estera improntata al pacifismo e alla non-interferenza. Bradanini ha rintracciato questa coerenza dalle intuizioni di Mao Zedong — che adattò il marxismo a una società contadina — fino al pragmatismo di Deng Xiaoping, capace di migliorare la vita di milioni di persone in tempi brevissimi.
Un passaggio fondamentale ha riguardato il confronto tra le proiezioni di potenza: mentre il mito messianico statunitense nega la nozione di limite e conta circa 800 basi militari, la Cina preferisce investire in infrastrutture civili attraverso la Belt and Road Initiative (BRI). Questa strategia "sviluppista" ha permesso il sorpasso economico globale in termini di potere d'acquisto (PPP) e ha ridefinito i rapporti di forza grazie alla supremazia digitale nella transizione verso la Società 5.0. Bradanini ha inoltre chiarito l'importanza del patrimonio ideografico della scrittura come collante nazionale contro ogni frammentazione interna, un'eredità che resiste dai tempi delle Guerre dell'Oppio.
Le conclusioni sono state affidate al Segretario Generale Alberto Lombardo, che ha offerto una sintesi politica di rara profondità. Nella sua veste di docente ordinario di Statistica presso la Facoltà di Ingegneria di Palermo, Lombardo ha illuminato la platea sul "Socialismo di mercato con caratteristiche cinesi". Il Segretario ha ribadito che il socialismo non è un modello statico da esportare: "Il socialismo non può essere preso e incollato nei vari paesi", sottolineando che anche l'Italia deve costruire il proprio corso basandosi sulle proprie caratteristiche peculiari e sulla sovranità nazionale.
Lombardo ha poi affrontato il tema della pace con estrema onestà, definendo sterile ogni dichiarazione pacifista che non indaghi le cause reali dei conflitti e i soggetti che li scatenano. In alternativa alla logica del dominio, ha proposto la dottrina del "win-win", ovvero uno scambio vantaggioso per tutte le parti. Il punto focale della sua analisi è stata la distinzione scientifica tra mercato e capitalismo: l'idea che possa esistere un mercato funzionale allo sviluppo sociale, governato dal benessere collettivo e non dall'accumulazione illimitata del grande capitale.
L'incontro ha visto una partecipazione corale e qualificata. Erano presenti: il medico iracheno Zahran Khalati, il Presidente dell'L'Interferenza, Fabrizio Marchi, l'attivista e ambientalista Andrea Libero Gioia, il Presidente della Welcome Association Italy (W.A.I.), sindacato di riferimento per la tutela dei lavoratori stranieri e dei cittadini europei in Italia, Carlo Scutiero con sua moglie Sabrina Montagna, l'attivista Luca Massimo Climati, la Responsabile del Salotto Letterario e Musicale alla Casa Russa, nonché Presidente dell'Osservatorio OSPI, Elena Sotnikova, l'ex funzionaria del Corpo Diplomatico, Rossella Donzelli, l'Ingegner Fabio Cesetti, l'attivista Mario Eustachio De Bellis e naturalmente tutti membri del Partito guidati dal Responsabile Partito Comunista - Roma, Pasquale Belmonte e dal Responsabile Partito Comunista - Regione Lazio, Massimo Bizzoni.
E non bisogna dimenticare Sandro Teti Editore che ha sostenuto l'incontro con i suoi libri e le sue collaboratrici Francesca ed Eleonora.
La serata si è chiusa con la consapevolezza di aver partecipato a un evento dove la teoria geopolitica si è fusa con la speranza di un nuovo ordine mondiale multipolare, sovrano e umano.
le immagini di Mario Eustachio De Bellis








