
Modus - Teatro degli Orti presenta "Hannah Arendt. Il futuro alle spalle" di e con Consuelo Trematore, regia di Laura Murari e musica di Saverio Antonini, in scena il 24 e 25 aprile, lo spettacolo fa parte del percorso Tu Donna.
Due occhi in grado di vedere dove altri sguardi non si posano, per paura del giudizio, dell’esclusione, della solitudine. Una voce, che ancora oggi riecheggia come monito a sguardi superficiali.
Il coraggio di un cuore pensante che dal suo incessante dialogo interiore ha permesso a tutti noi di aprire squarci di verità. Un pensiero critico capace di guardare alla storia dell’umanità senza conformarsi al collettivo. Hannah Arendt incarna la libertà a cui noi tutti aneliamo consciamente o inconsciamente; quella libertà che guarda al bene dell’individuo partendo dalle proprie radici. Quali sono in una società i campanelli d’allarme a cui volgere l’attenzione? Come riscattarsi da una normalità che spesso cela azioni mostruose? Che cosa rende l’umano incapace di difendersi dalla “banalità del male”?
Un'indagine lunga una vita, che spazia dallo studio della filosofia e della storia, all’antropologia.
“Quel che ora penso veramente è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso ‘sfida’ il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ‘banalità’. Solo il bene è profondo e può essere radicale” Hannah Arendt
