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"Come in!" di Veronica Montanino alla Galleria Gallerati dal 14 maggio all'8 giugno

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Carlo Gallerati è lieto di presentare Come in!, una mostra personale di Veronica Montanino a cura di Emma Ercolidal 14 maggio all'8 giugno presso la Galleria Gallerati in via Apuania 55 a Roma. L'inaugurazione avrà luogo giovedì 14 maggio 2026 dalle 18.00 alle 21.00.

la mostra

Il gioco con e contro i confini che attraversa il lavoro di Veronica Montanino conduce a una fuoriuscita dai valori del sistema dell’arte  fondato sul concetto di autorialità, alimentando un ricco terreno di sperimentazione che accoglie l’altro e l’ascolto del tempo interiore  del cambiamento. L’artista ci invita a entrare nel suo mondo, a parteciparvi attivamente, mettendo in discussione la rigidità dei ruoli  stabili, la dicotomia soggetto-oggetto, autore-fruitore, assumendo come punto di partenza la porosità dello spazio-tempo dell’arte e  l’esperienza del limine. La sua opera, concepita come luogo di inclusione, di incontro e collaborazione diviene un vero e proprio habitat

C’è un continuo sconfinamento anche nell’uso dei materiali. In questo caso è il tessuto che viene dipinto e utilizzato in modo libero,  spontaneo, sciolto da vincoli e progetti. Veronica usa teli di stoffa come strumento di esplorazione dello spazio, un po’ come un abito  che aderisce al corpo esprimendo l’identità di chi lo indossa. Riveste completamente le pareti della galleria aprendo a un intreccio di  relazioni tra interno e esterno, interior e inner, natura e artificio.

L’impatto iniziale è il colore, elemento di elezione usato in modo  esuberante che come un fiume invade, colonizza, penetra nella texture in un transito che eccede ogni limite. Senza cuciture e linee di  sutura i teli vengono applicati dal soffitto al pavimento. Potremmo anche dire “srotolati”, come fossero rotoli di arte orientale in cui ogni  forma viene decantata e il lavoro diviene un processo che genera energia e risonanza tra segni e macchie prodotte dalla maggiore o  minore resistenza del supporto alla penetrazione del colore.

Vengono utilizzati soltanto materiali di origine vegetale e sui teli è possibile  individuare le impronte lasciate da foglie e piante essiccate e poi immerse nell’inchiostro di china come matrici per impressione. L’artista interviene mappando con un pennarello sottile tracce più o meno sfocate evocando isole, arcipelaghi, coste e fondali che affiorano su  ampie campiture verde acqua, come in una carta nautica. Il rivestimento delle pareti avviene con un lavoro di stratificazione e a ogni  lieve spostamento d’aria i teli si muovono, si piegano, si gonfiano come un mantello che avvolge l’intero spazio imprimendo  all’esperienza visiva una connotazione tattile. Saturo di colori lo spazio si anima in un vortice di vitalità che scompiglia ogni idea di  stabilità, facendo slittare ogni demarcazione tra dentro e fuori, spazzando via una volta per tutte l’idea di algida sacralità del white cube.

È sulla complessità che bisogna lavorare – afferma Veronica Montanino in una recente intervista – c’è una dimensione cognitiva, non  solo estetica nell’opera, l’arte è pensiero sul mondo. L’opera è un organismo che coinvolge il fruitore. Il senso di disorientamento che  genera offre un modo per sfuggire alla trappola della lucidità e della freddezza della vista e aprirsi a una dimensione più autentica, quella  del possibile.

Se il reale esiste solo nelle relazioni che lo fanno emergere, la responsabilità dell’artista nell’attuale crisi epistemica è  sottile. L’arte infatti genera un cambio di passo oltre gli schemi dialettico-conflittuali del moderno e consente al fruitore di entrare in un  altro tipo di attenzione in cui percepisce la sua presenza come compresenza che ha un effetto trasformativo nel sistema complesso e  interdipendente di cui è parte.

Lo spazio con Veronica Montanino diventa ambiente immersivo, carico di interferenze visive, in cui si  procede tra sfocatura e messa a fuoco nella direzione dell’interpretabile. La proliferazione delle immagini e il brulicare dei segni annullano  ogni gerarchia. Le cose appaiono visibili ma anche palpabili, con un impatto che muta la coscienza dell’intorno, la percezione  dell’esserci, di essere un tutt’uno con il tempo e lo spazio. Ci muoviamo come esploratori nell’indistinto, orientandoci con la sensibilità  di tutto il corpo in un campo ricco di interstizi e di scarti in cui non esistono definizioni, soltanto vie laterali tra identità e differenza.

L’artista attiva un’esplorazione del tra che mette in dialogo materiali, colori, vite e mondi diversi, sbloccando le opposizioni, le coordinate  immutabili, le assegnazioni fisse, in una dimensione che diventa luogo di confronto e apertura in cui arte e vita trapassano  continuamente l’una nell’altra. È in questo tra che siamo invitati a entrare, a stare, per conoscere le pieghe più nascoste dell’abitare,  sentirne la complessa dinamica, la malleabilità dei confini, per osservarne le forme in continua trasformazione. Per riconfigurare la nostra  visione del mondo in un’esperienza costantemente fluida. (Emma Ercoli)

l'artista

Veronica Montanino (1973) è artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Partecipa alla 54ª Biennale di Venezia e realizza numerose opere ambientali in dialogo con l’habitat e lo spazio pubblico. Tra gli interventi site specific e permanenti, quelli in vari luoghi storici: al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno nel 2006, al Palazzo Collicola di Spoleto dal 2010 al 2017; a Roma presso la Casa  dell'Architettura e l’ex Acquario Romano nel 2013 e nel Policlinico Universitario Agostino Gemelli nel 2016; al MARCA - Museo delle  Arti di Catanzaro nel 2018. Nel 2020-21 è ospite a Roma nel Casino Nobile di Villa Torlonia con la personale Rami. Nel 2026 realizza  Memorie, un intervento site specific nella cisterna rinascimentale di Monte San Savino (AR) per la mostra Art Gender Gap. Al suo lavoro  sono dedicate diverse pubblicazioni in stampa e video, tra cui una su Rai Arte nel 2015. 

info

Veronica Montanino
Come in!
Galleria Gallerati (Via Apuania, 55 – Roma)
Inaugurazione: giovedì 14 maggio 2026, ore 18.00-21.00
Fino a lunedì 8 giugno 2026 (ingresso libero)
Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00
(sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento,
venerdì 29 maggio: chiusura eccezionale)
Ufficio stampa: Galleria Gallerati
info@galleriagallerati.it, www.galleriagallerati.it

la locandina

 

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