
Enrico Vanzina nasce a Roma il 26 marzo 1949, è sceneggiatore e produttore; fratello maggiore di Carlo, con il quale a metà degli anni settanta inizia la 'combutta' cinematografica, e figlio di Steno (Stefano Vanzina, 1915-1988). Impossibile condensare la sua biografia in poche righe. Diremo che da ragazzo avrebbe voluto fare lo scrittore. E ci è riuscito, pubblicando diversi romanzi: Colazione da Bulgari (Salerno Editrice), La vita è buffa (Gremese), Le finte bionde e Una famiglia italiana (Mondadori), Commedia all'italiana, Il gigante sfregiato e Il mistero del rubino birmano (Newton Compton). Amante dell’arte, della pittura. Molto romanista, ma con eleganza. Autore di una rubrica sportiva per Il Messaggero: 'Che ci faccio io qui'. Cinematograficamente ha un desiderio: “Mi piacerebbe fare un ritratto corale dell’Italia. Un film senza soggetto che racconti il Paese nell’arco di una giornata”. Considerato uno dei massimi esponenti della commedia all'italiana, autore di film di enorme successo di pubblico, nel 2020 debutta alla regia con "Lockdown all'italiana", cui segue due anni dopo "Tre sorelle". Nel 2023 riceve il David di Donatello alla carriera e il Leone d'Oro per Meriti Letterari al Senato della Repubblica da parte del Gran Premio Internazionale di Venezia. Lo stesso anno approda su Cine34 con la rubrica "Vi Racconto".
Lo abbiamo incontrato in occasione della conferenza stampa per la presentazione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, diretto da Annarita Borelli e giunto alla sua seconda edizione, di cui è direttore artistico. Un festival che conferma la sua vocazione: partire da Pompei, dalla sua identità e dalla sua forza simbolica, per aprirsi al cinema contemporaneo internazionale. Per l’edizione 2026, il Festival Internazionale del Cinema di Pompei presenta il proprio manifesto visivo: il cortometraggio "Il tempo ritrovato", diretto da Annarita Borelli con la sua supervisione artistica. Il tempo ritrovato è una riflessione poetica sulla natura viva di Pompei e, al tempo stesso, una meditazione sulla funzione più profonda del cinema: non soltanto conservare il tempo perduto, ma riattivarlo attraverso lo sguardo. Il cinema diventa così un vero “tempo ritrovato”, uno spazio in cui il passato non resta memoria immobile, ma si fa presenza che ritorna, in un gesto di attenzione e responsabilità capace di restituire il tempo alla vita.
A proposito del festival, Enrico Vanzina ha dichiarato: «Pompei ci ricorda che il passato non muore mai. Da questa consapevolezza nasce il Festival, con l'obiettivo di riflettere sull'identità culturale in un mondo a rischio omologazione. Il cinema, con le sue peculiarità nazionali e antropologiche, resta una straordinaria democrazia delle idee. In questa edizione vogliamo approfondire il legame tra cinema e scrittura, per esplorare i processi creativi che trasformano le storie in visione.»
SOLO TRE DOMANDE
- Mi descrivo con solo tre aggettivi
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Anticonformista.
- Gentile.
- Un po' superficiale su alcune cose.
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- Il solo evento che mi ha cambiato la vita
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Conoscere mia moglie.
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- Solo un link socialmente utile





