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Piero Petracci con "Di luce e d'ombra" il 27 maggio all'Open Studio di Roma

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Save the date! Mercoledì 27 maggio Piero Petracci vi aspetta all'Open Studio, in via San Massimiliano Kolbe 19 a Roma, per l'evento "Di luce e d'ombra" dalle 19.30 alle 23.00!

Piero Petracci è nato a Roma il 19 maggio 1974, pur provenendo da studi di architettura da sempre si interessa alle  vicende dell’arte contemporanea. I suoi lavori, che risentono di questa duplice matrice, mettono in  mostra un’umanità fragile e decadente le cui fratture e contraddizioni sono esibite quasi con  orgoglio.

Sono opere in cui dominano l’astrazione e la materia ed in cui il ricorso alla geometria e  alla modularità risponde ad un tentativo di fare ordine, di dare forma definita a forze che  prorompono dalle profondità o si imprimono dall’esterno segnando le superfici e spezzando il  vincolo della bidimensionalità. In questa dialettica dinamica tra ordine e caos l’artista mette in  scena una umanità disillusa, che porta addosso i segni della vita.

Uno sguardo inquieto e attento  rivolto verso l’interno, dove tutto sfuma e perde senso. I materiali sono quelli della  contemporaneità: cemento, fil di ferro, schiume e smalti industriali, legno, corde sui quali l’artista  opera plasticamente con fratturazioni, piegature, stiramenti, combustioni per raccontare una realtà  personale ma anche sociale frammentata, frammentaria, conflittuale e ricca di tensioni. Paesaggi  interiori a volte in macerie. 

Attraverso la materia i segni prendono corpo e si fanno portatori di significati personali e  metapersonali: dai puzzle scomposti che denunciano una perdita di senso ma anche una ricerca  analitica di nuovi significati; alle fratture e alle corde annodate come trasposizione di una  condizione esistenziale e di una travagliata ricerca personale; agli oggetti inutili che sembrano  alludere ad una quotidianità segnata dal dubbio e dall'introspezione.

Attraverso la sua inesausta ricerca l'artista si fa portavoce di esseri inquieti che vivono di “segni" come stratificazioni delle  esperienze “sulla propria pelle”, come messaggi da un ordine superiore che ci spingono ad una  continua e incessante ricerca del senso e come metalinguaggio, portatore di un significato oscuro ma più autentico.

la locandina

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