
Giardini di Palazzo Reale, a Napoli. L’attività è finita da un pezzo, le operatrici di Pianoterra raccolgono le ultime cose e salutano. Le mamme invece restano sull’erba con i tappetini stesi, i bambini addosso o accanto, a chiacchierare tra loro. Qualcuna allatta. Qualcun’altra culla il bambino che nel frattempo si è addormentato.
Nessuna sembra avere fretta di tornare a casa.
Perché?
Quello che si è appena concluso è uno degli incontri di yoga genitori-bambini che Pianoterra organizza a Napoli nell’ambito del progetto “Con-Tatto”.
Sui tappetini ci sono mamme con bambini e bambine di pochi mesi. L’insegnante propone movimenti semplici da fare insieme: esercizi di contatto, giochi di movimento, momenti di rilassamento. Può capitare che un bambino si addormenti, o che una mamma continui ad allattare mentre segue l’attività senza interrompersi.
Intorno ci sono alberi, prato, silenzio. Un grande spazio pubblico in cui fermarsi senza dover fare altro.
Molte delle mamme che partecipano a questa attività arrivano da quartieri lontani della città, alcune prendono due mezzi per raggiungere il centro di Napoli. Quasi tutte raccontano la stessa cosa: è difficilissimo trovare attività e spazi economici pensati davvero per il periodo post parto.
Eppure il bisogno è enorme.
Nei primi mesi di vita di un bambino, molte donne trascorrono giornate intere quasi sempre da sole. Sono poche le occasioni per uscire, incontrare altre persone, fare qualcosa insieme al proprio bambino senza sentirsi fuori posto. E spesso queste attività hanno un costo che non tutte possono permettersi.
Forse è anche per questo che, quando gli incontri finiscono, nessuna ha voglia di alzarsi subito dall’erba.
Cercano un posto dove poter stare insieme ad altre persone senza sentirsi a disagio, senza dover per forza consumare qualcosa, senza che benessere e socialità debbano sempre avere un prezzo.
Le operatrici di Pianoterra, al termine di ogni incontro, notano che i bambini si rilassano, restano tranquilli molto più a lungo del previsto, spesso si addormentano durante il momento finale di rilassamento.
“Mi sono rilassata talmente tanto che si è addormentato anche lui”, ha esclamato la mamma di un bambino di quattro mesi dopo uno degli incontri.
Anche l’allattamento rientra naturalmente in questa attività. Non c’è bisogno di fermarsi, di spostarsi, di “uscire” da quello che sta accadendo. Tutto trova il proprio spazio: il movimento, il contatto, il sonno, il nutrimento, le conversazioni tra genitori e operatrici.
Per un momento, la relazione con il proprio bambino sembra uscire dalla fatica continua dei primi mesi - il sonno spezzato, la stanchezza, l’isolamento - e diventare semplicemente uno stare insieme.
Creare occasioni gratuite come questa vuol dire fare in modo che i genitori più fragili non vivano in solitudine i mesi più delicati dopo la nascita di un figlio. Vuol dire trasformare uno spazio pubblico in un luogo condiviso di relazione, cura e benessere, anche per chi vive situazioni economiche o sociali più fragili e spesso resta escluso da tutto ciò che fa stare bene.
Pianoterra fa questo ogni giorno.
Potete sostenere Pianoterra con una donazione per fare in modo che spazi così possano continuare a esistere.
