
Castel Sant'Elmo, per alcune persone, è irraggiungibile.
Arrivare alla fortezza, che domina Napoli dall'alto della collina del Vomero, è un’impresa, specie se si hanno dei bambini piccoli.
Una mattina di giugno Pianoterra ci prova assieme a un gruppo di mamme. Aspettano i mezzi pubblici, sollevano i passeggini, affrontano le scale, sopportano il caldo che si fa sempre più intenso.
Ci vuole pazienza. E tanto fiato.
Quando finalmente arrivano in cima, davanti agli occhi si spalanca tutta la città. Una delle mamme guarda il panorama e chiede, stupita: “Ma questo è ancora Napoli?”
Quel castello lo avevano visto tante volte da lontano, dal centro storico, maestoso in cima alla collina. Ma fino a quel giorno nessuna di loro lo aveva mai raggiunto. Era come se non facesse parte della loro città.
Le nostre città sono piene di luoghi così, luoghi che appartengono a tutti, ma che per molte persone restano troppo lontani.
Raggiungerli può essere difficile per chi ogni giorno deve fare i conti con difficoltà economiche, barriere linguistiche, labirinti burocratici o con la fatica di crescere un bambino piccolo. Non solo perché bisogna arrivarci, ma anche perché spesso manca qualcuno che ti dica che quel luogo è anche per te, che renda quella soglia un po' più facile da attraversare.
Vale per un museo, ma anche per una biblioteca, un consultorio, uno studio pediatrico o un parco pubblico. Sono luoghi in cui si costruiscono salute, educazione, cultura e relazioni. Proprio per questo dovrebbero essere davvero di tutti.
È anche da questa consapevolezza che nasce il progetto Maktaba.
Con Maktaba Pianoterra porta la lettura ad alta voce nei luoghi del territorio che hanno qualcosa di importante da offrire alle famiglie: consultori, studi pediatrici, biblioteche, parchi, musei.
Una storia letta insieme può diventare il motivo per entrare per la prima volta in un consultorio senza avere paura di non sapere come funziona. Può far scoprire una biblioteca di quartiere, un museo o un parco pubblico. Può trasformare un luogo sconosciuto in un posto in cui tornare.
E, nello stesso tempo, permette a questi luoghi di conoscere famiglie che, fino a quel momento, forse non avevano mai incontrato. È così che, un incontro dopo l'altro, nascono e si nutrono relazioni di cura e reti di supporto.
È quello che è successo con i Musei Nazionali del Vomero.
Insieme allo staff museale, che li ha accolti e sostenuti, hanno immaginato un percorso in cui letture e spazi si intrecciassero fin dal primo momento.
Il filo conduttore era la fiaba di Cenerentola, nella sua versione più antica e in quella napoletana della Gatta Cenerentola.
A Castel Sant'Elmo la fortezza è diventata parte del racconto. Alla Certosa di San Martino è stata invece una magnifica carrozza a creare il collegamento tra la fiaba e gli oggetti custoditi nel museo.
Alle visite hanno partecipato sedici famiglie, tutte con bambini tra 0 e 6 anni. Ogni incontro ha lasciato qualcosa, ma uno degli episodi che ci è rimasto più impresso è accaduto alla fine della visita a Castel Sant'Elmo.
Quando l'attività era ormai finita, alcune mamme dello Sri Lanka non sono andate subito via. Hanno iniziato a esplorare la sezione di arte contemporanea, attratte da quello che stavano vedendo.
Per loro quel museo era diventato un posto in cui sentirsi accolte, guardarsi intorno e seguire la propria curiosità.
Le difficoltà per arrivare a Castel Sant'Elmo sono rimaste le stesse, ma la prossima volta che quelle mamme attraverseranno il centro storico e alzeranno gli occhi verso il castello, non vedranno più soltanto un luogo bello e lontano. Vedranno un posto in cui sono state insieme ai loro bambini. Un posto che, da quel giorno, sentiranno un po' più loro.
È questo che Pianoterra fa con il progetto Maktaba: usare la lettura ad alta voce per costruire ponti tra le famiglie e i luoghi in cui si realizzano diritti.
per saperne di più
https://pianoterra.net/progetti-pianoterra/maktaba/
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