La Mia Cucina Romana di Claudio Gargioli 15 settembre Roma

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Vi segnaliamo la Conferenza Stampa di Presentazione del libro ‘La Mia Cucina Romana’ di Claudio Gargioli in programma il 15 settembre alle 19.30 presso la libreria Altroquando in via del Governo Vecchio 82 a Roma.
Condurrà la serata il direttore dello IED, Istituto Europeo di Design di Roma. Il secondo libro di Claudio Gargioli, chef del ristorante Armando al Pantheon con prefazione di Katie Parla, giornalista enogastronomica americana, nelle librerie già dal 15 giugno 2017, è una seconda prova letteraria e culinaria per continuare ad accontentare gli amanti del cibo e della lettura. La ‘Mia Cucina Romana’ arriva in libreria (e su Amazon) dopo il successo di pubblico di ‘Menù Letterario Tipico Romano’, primo libro del ‘Blecchescief’, come ribattezzato amichevolmente dal giornalista enogastronomico Alessandro Bocchetti. Un secondo libro che, sul filone del primo, propone aneddoti legati allo storico ristorante nel cuore di Roma dal 1961, alternati a ricette della tradizione tipica romana. Tanti i personaggi famosi e non che si sono seduti ai tavoli di Armando Al Pantheon. Un pubblico eterogeneo ciascuno con la sua storia che trascina il lettore in un’atmosfera da film post realista, in cui tutto era esattamente quello che sembrava e semplicità, risate e ironia gli ingredienti della ricetta perfetta. Così ci troveremo alle prese con un venditore bravissimo tale Mimmo Rondinella e il suo orologio indistruttibile. Ci commuoveremo osservando Rosetta, una ex partigiana un po’ ribelle e barbona. Stringeremo la mano a Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica Italiana e cucineremo per il grande attore Murray Abraham, famoso Salieri dell’Amadeus. Ci lasceremo trasportare dalle linee della fantasia di Renzo Piano e parleremo con il premio Nobel della Letteratura: Dario Fo. Ancora cinema con l’attore Willem Dafoe e un pezzo di musica italiana con Gianni Morandi. C’è anche Francesco Totti, perché altrimenti che Roma sarebbe? Questi i protagonisti degli aneddoti raccontati da Claudio, ciascuno affiancato da una ricetta della tradizione, alcune delle quali rivedute ma molto spesso fedeli alle ricette che allo stesso Blecchescief sono state tramandate dal papà Armando, colui da cui tutto ebbe inizio. Ricette che hanno il sapore del pesce (Aliciotti con indivia alla maniera romano- giudaica oppure le Trote al forno alla maniera d’Armando), della carne (Involtini alla romana, Pollo alla diavola oppure con i peperoni, Abbacchio al forno con le patate e le polpette di Armando), dei sughi più antichi (pajata, carbonara e aglio olio e peperoncino) fino ad arrivare ai sapori più ancestrali (minestra di pangrattato, cannolicchi alla militare, ricotta di pecora condita e le ubriachelle che a Roma sono le ciambelline al vino). Molte sono le novità de ‘La mia Cucina Romana’ di Claudio Gargioli. In primis il libro è completamente tradotto in inglese sia nella parte relativa alle storie che in quella delle ricette. Una novità importante data la portata internazionale del pubblico di Armando al Pantheon che ha richiesto espressamente una traduzione completa del testo. Inoltre il libro è arricchito anche da racconti extra che lo stesso cuoco – scrittore si diletta a scrivere da anni vincendo anche riconoscimenti in diversi concorsi letterari. Per concludere La mia cucina romana è presente su ClipCase, una piattaforma dedicata alla lettura che ti consente di esplorare i contenuti multimediali di questo libro. I lettori possono così visualizzare le foto delle ricette, i video, i testi audio e altri contenuti multimediali che sul libro sono indicati a piè di pagina con NOTA XY – Clipcase. “Le storie di Claudio non sono semplici racconti nostalgici del passato. Essi fanno parte della storia vivente della sua trattoria, una storia che continua, che vive nella sala da pranzo e nella cucina a due passi dal Pantheon” dice Katie Parla – autrice di Tasting Rome. La parte grafica anche per questo libro è affidata ad Alberto Rinaudo, mentre la foto di copertina è del maestro Oliviero Toscani. Per la traduzione si ringrazia Denise Muir.

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