Tito e gli alieni

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Il secondo film di Paola Randi non poteva che “parlare” napoletano: nella fantascienza dei sentimenti dei ricordi e della nostalgia i partenopei, con il loro quotidiano e naturale rapporto con l’aldilà, sono maestri. Come magistrale è la sceneggiatura di questa opera cinematografica. Un’opera che coniuga qualità e originalità in tutte le sue componenti: cast, scenografia, fotografia, colonna sonora e montaggio. Il professore (Valerio Mastandrea), ha lasciato Napoli, per lavorare ad uno straordinario e segreto progetto per il governo degli Stati Uniti; vive nel deserto del Nevada, il villaggio piu vicino dista chilometri di nulla, ed è abitato da 54 persone convinte del fatto che questo universo non siamo i soli ad abitarlo. Se non fosse per l’accudimento che Stella (Clemence Poesy), una ragazza che organizza matrimoni per turisti affascinati dallo spazio e dagli alieni, gli riserva, sarebbe completamente isolato da tutto e tutti. Un giorno, all’improvviso, ricevera’ un pacco contenente un particolare e toccante messaggio inviatogli da Napoli, da suo fratello Fidel (Gianfelice Imparato) che gli annuncia l’arrivo di Anita (Chiara Stella Riccio) e Tito (Luca Esposito), i suoi nipoti: 16 anni lei, risoluta e determinata, 7 anni lui, speranzoso e sognatore. Alimentare il ricordo delle persone a cui abbiamo voluto bene, che ci hanno voluto bene, è sicuramente il piú amorevole e benevolo dei sentieri percorribili per fendere il buio che attanaglia i nostri cuori quando subiamo una perdita. Paola Randi, nel suo essere donna, ha nutrito, attraverso la poesia delle immagini e delle parole, attingendo a risorse straordinarie di coraggio, creativitá e leggerezza, la speranza di riuscire a trovare una risposta alla paura e al dolore. Un film che la regista, da sempre appassionata di fantascienza, ha concepito guardando suo padre che osservava per ore la fotografia della moglie scomparsa, cercando di ricordarne il volto. Un film che ha richiesto notevole impegno da parte del cast e della produzione ma che è stato girato in un clima di collaborazione reciproca, grande affiatamento e lavoro di squadra. Paola Randi ha dichiarato che in fondo siamo tutti un po’ alieni per qualcuno, ma il film racchiude un messaggio di speranza. Abbiamo chiesto a Valerio Mastandrea i tre aggettivi per descrivere il film, e lui ci ha risposto così: autentico, insolito, poetico.

SOLO TRE AGGETTIVI

  • Autentico
  • Insolito
  • Poetico

SOLO IL TRAILER UFFICIALE

solo la clip ‘festa’

solo la clip ‘barba’

solo qualche immagine

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