Il pensierino della domenica 68 di Frankie

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Se penso alla parola "onde" immediatamente visualizzo quelle del mare, qualcosa che starei a guardare per ore (ma questo lo sapete già) e che posso osservare e sentire ma non afferrare. Tutte le tipologie di onde che fanno parte della nostra esistenza, quelle visibili e quelle che percepiamo pur essendo immateriali, potrebbero essere definite così: "con il termine onda si indica una perturbazione che nasce da una sorgente e si propaga nel tempo e nello spazio, trasportando energia o quantità di moto senza comportare un associato spostamento della materia" (Wikipedia a proposito delle onde nella Fisica). Il movimento ondulatorio non può essere fermato, sfugge, va e viene, parte e ritorna, cambiando di continuo modalità e intensità. L'onda è in perenne mutamento, mai uguale a se stessa, la sua essenza consiste di alti e bassi, proprio come la vita. C'è quella lenta, che avanza dolcemente, e quella impetuosa, che travolge. C'è chi sta al sicuro sulla riva limitandosi all'osservazione e chi si tuffa, lasciandosi trascinare o nuotando attraverso l'onda che gli è stata destinata. La ritroviamo spesso (metafisica o metaforica) nella letteratura, nei testi delle canzoni, nei racconti cinematografici e, soprattutto, nelle nostre conversazioni quotidiane. Tra le tante citazioni in frasi e aforismi ne riporterò una di Alessandro Baricco "La vita si ascolta così come le onde del mare... Le onde montano... crescono... cambiano le cose... Poi, tutto torna come prima... ma non è più la stessa cosa... (da Oceano Mare). 

SOLO TRE PAROLE

  • Onda
  • Movimento
  • Flusso