Solo Menti

Enrico Luceri

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Sognai di diventare giallista in un incubo, tanti anni fa. Mi svegliavo in un luogo diverso da quello in cui mi ero addormentati. Era una stanza sconosciuta. Avrei dovuto chiedermi come fossi capitato lì, ma la prima esigenza fu di trovare l'uscita e tornare in posti che conoscevo. Ciò che è sconosciuto, spaventa. Esplorai ogni stanza: erano deserte e silenziose. Finalmente mia affacciai sulla soglia di un corridoio. In fondo, vidi una porta socchiusa. Non avrei saputo spiegare perché, ma ero certo che nella stanza in fondo al corridoio ci fosse l'uscita, e la soluzione del mistero: la mia presenza in quel labirinto. Avrei dovuto raggiungerla, invece esitavo, facevo solo un paio di passi e tornavo indietro, perché anche un rischio fa paura. E poi sentii un rumore, nel silenzio. Diverso da quello consueto di un locale deserto, come lo scricchiolio del pavimento, una finestra che sbatte, il ticchettio di una sveglia, il ronzio di un elettrodomestico. Un rumore ovattato: il passo di qualcuno che si aggirava a poca distanza da me. Non avevo incontrato nessuno, mentre esploravo l'appartamento, allora l'altra persona si era nascosta, e se lo aveva fatto, forse era animata da intenzioni ostili. L’istinto di conservazione mi spinse a rifugiarmi nella stanza in fondo al corridoio. Varcai la soglia. La luce era spenta e al chiarore che filtrava dalle imposte accostate, vidi un’ombra di fronte a me. Avevo sbagliato, l’altra persona non era alle mie spalle ma mi precedeva e adesso si trovava lì, nella stanza in cui avevo sperato di trovare rifugio. Avrei giurato di sentirlo respirare a fatica, come me, e il suo cuore battere freneticamente, come il mio. Non avevo scampo, dovevo affrontarlo, ma prima volevo vederlo in faccia. Allungai una mano verso la parete e spinsi l’interruttore. Lo splendore del lampadario mi accecò per qualche istante e quando aprii gli occhi, fissai uno specchio. Il viso di chi mi guardava era il mio. Mio il respiro affannoso, mio il cuore spaventato. Avevo compreso cosa significa scrivere un giallo: risolvere un mistero, attraverso un'indagine, in un'atmosfera di tensione, scoprendo infine l'aspetto più oscuro e imprevedibile della mia personalità. La stessa emozione dei personaggi dei miei romanzi, e in particolare del più recente, Il vizio del diavolo.

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