Solo Menti

Costanza Savini

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Sono autrice, ma mi occupo anche di bioenergetica e counseling biosistemico dove parola e azione si combinano spesso insieme in ciò che faccio. Nella relazione di counseling seguo la persona attraverso il dialogo aperto ma anche stimolandola a fissare con la scrittura le sue emozioni, i pensieri e certi momenti della propria vita. La forma del diario, ma anche quella per singoli “temi”, è quella che preferisco e percorro durante le sedute. In ambito diciamo così terapeutico mi sono formata a Milano all’Istituto di Psicologia Somatorelazionale e a Bologna presso la Società Italiana di Biosistemica. I miei insegnanti sono stati perciò Luciano Marchino per la bioenergetica e Jerome Liss, fondatore della terapia biosistemica… a vedersi un Klaus Kinski della psicoterapia! Sono stata anche un’insegnante di italiano per diversi anni, io dico un’insegnate molto amata. Perché se è vero che ho avuto dei genitori eccentrici quasi all’eccesso- una madre patologa vegetale ma anche spiritualista esoterista e un padre creatore instancabile di wunderkammer - è anche vero però che ho avuto delle figure di riferimento dotate di una grande energia che hanno aperto quella “porticina minuscola” che mi ha consentito,  attraverso la scrittura, di far uscire la parte più vera di me, fatta ovviamente sia di luce che di buio. E di questo, poi, non ho potuto dimenticarmene con i miei alunni a scuola! Nella scrittura quindi per me ci sono stati Antonio Faeti (…Costanza Savini è in bilico, lo si avverte bene, tra due dimensioni), Giorgio Celli (… il romanzo storico di Costanza Savini si rivela come un libro sapienziale, un messaggio esoterico occultato dietro il paravento essoterico), ed Enzo Rossi Roiss. Ma anche figure indirette la cui energia continua e attraversa i secoli. Un esempio? Guy de Maupassant che pur essendo stato uomo e scrittore nell’800  ha avuto un potere attuale sulla mia formazione sensibile. Oppure, tornando ai nostri giorni, don Oreste Benzi, di cui sapevo quasi niente quando, dopo la sua morte e in vista del processo di beatificazione, mi è stato commissionato di scrivere un racconto teatrale sulla sua vita, rappresentato poi in Aula Pontificia e a Rio de Janeiro alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2013.

Il mio amore quasi all’eccesso per il mondo vegetale e animale ha trovato espressione anche nella collaborazione con l’artista Octavia Monaco e la nostra rubrica “Tessiture” di cui io curavo principalmente i testi e lei le immagini. Con Octavia e “le nostre Tessiture” siamo state a Parigi dove abbiamo allestito alla Casa Mont Blanc la mostra dal titolo Les Bois de Reve, ovvero I Boschi Sognanti: “… perché gli alberi sono vivi, sognano e conservano la memoria di tutti quelli che attraversano il bosco e si fermano sotto di loro”.

Ho scritto anche di Benessere combinando la forma del racconto narrativo con alcune tecniche di bioenergetica e di qi gong, ma sono i romanzi i libri a cui tengo particolarmente. Tutti e tre hanno tratti e atmosfere noir: Il Lago in soffitta e Morte nei Boschi per Mursia editore e L’Occhio della farfalla pubblicato da Oligo editore, quest’ultimo romanzo è un ampliamento e in qualche modo una continuazione del primo. L’idea che ho sviluppato ne L’Occhio della farfalla, così come ne Il lago in soffitta, è quella che gli occhi umani possano in qualche maniera trattenere alcune delle immagini di una vita, che queste vengano registrate attraverso un processo della retina, raccolte e conservate quasi come delle immagini fotografiche “… per gli zii preti quelle immagini erano intrise di qualcosa, quel qualcosa che l’artista fissa sulla tela dipinta e che non è né lo sguardo del pittore né l’immagine nella sua realtà, ma la loro sintesi”.

Mi faccio solo tre domande

  1. Mi descrivo con solo tre aggettivi: strabica, rigida, empatica
  2. Il solo evento che mi ha cambiato la vita: la morte della madre
  3. Solo un link socialmente utile Wolf Conservation Center

Solo tre immagini

Solo la copertina del mio libro

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