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"Architetture informali e colori primari" di Antonello Acquaviva dal 30 maggio a Roma

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Save the date! Giovedì 30 maggio alle 18.30 presso Tartarughe bar e bottega Art Room, in piazza Mattei 8 a Roma, avrà luogo l'inaugurazione della mostra di Antonello Acquaviva "Architetture informali e colori primari" a cura di Francesco Maria Bonifazi!

Le parole del curatore Francesco Maria Bonifazi

La pittura è sangue, argento e verità. Le verità intercorse come rivelazioni fra Antonello e se stesso nell’isolamento assoluto, nel tuffo allo specchio, nel raschiare il fondo di acque torbide non hanno spaventato Antonello Acquaviva che oggi ci propone un excursus fra le sue opere, un blocco, prodotte in un biennio. Sempre lo stesso, sempre l’autoisolamento che diventa via via più profondo, che per l’artista ha realmente rappresentato un’opportunità infinita di giocare le sue carte al tavolo della vita. Quello che lui ci presenta oggi, facendo riferimento agli studi, alla formazione, con intento quasi didattico, è in realtà il congelamento di un fuoco che non ha mai smesso di ardere e, crediamo, mai smetterà.

Questa sua forza interiore, questa disciplina che diventa rigore formale, coerenza linguista, ci dicono solo una cosa: io sono vivo. Io vivo nel momento presente e colgo dal circostante tutto quello che lo stesso mi suggerisce, facendolo mio, inserendolo in un contesto strutturato che, scavando, mi proietta in avanti. Opere come Colori primari, una pittura su legno del 2022, ben richiamano tutte le idee, primarie, appunto, che informano il percorso e il concept stesso della mostra, peraltro fornendo una parte linguistica non indifferente alla scelta del suo titolo: Architetture informali e colori primari.

Parlando con l’artista non si fa nessuna fatica a far emergere la sua ricerca, tanto è generosa, da parte sua, la spinta sincera alla ricerca di qualcosa che è manifesto e nascosto insieme, di quel Santo Graal, cui noi tutti aneliamo ben sapendo che non lo troveremo mai. Così, l’architetto Acquaviva raschia, colora, dipinge, progetta e raschia di nuovo, fino a far emergere il fondo ligneo, per un chiaro riferimento a Rietveld e al suo capolavoro.

Uso consapevole, determinato, mai banale dei materiali i più disparati, senza nulla concedere alla moda. Come in Da finire, un’opera dove il titolo completa l’immagine districando gli interrogativi di chi è, come voi, come me, sempre in procinto di finire qualcosa, cosa che, già sappiamo, non avverrà mai. Ecco perché il congelamento dell’attimo. Il ricordo estremo del fiore mai sbocciato.

Segue la meravigliosa serie su carta 1 di 3, 2 di 3, 3 di 3 dove, con rigore formale, Antonello Acquaviva riesce di nuovo a costruire mondi nello spazio con la semplice successione di piani cromatici, anche con un ardito taglio obliquo, diagonale, che apre più interrogativi di quanti ne chiuda.

Nonostante i titoli apparentemente anonimi, che suggeriscono in realtà un preciso momento esistenziale, le opere appaino intessute di interrogativi, quindi ancora una volta Antonello fa lavorare il fruitore, lo coinvolge in un tourbillon di colori cavati dalla sua palette molto elegante, rarefatta.

Una volta centrifugato, lo spettatore, è risputato, nuovamente faccia a faccia, davanti alle sue angosce. E non dite che non ne avete. Non sono esercizi di stile, quadri decorativi. Sono opere d’arte perché sono fotografie emotive di momenti irripetibili.

I momenti, gli attimi, sempre fuggenti, per tutti, forse adesso mediati da atmosfere nuove, tepori diversi, che pervadono l’animo dell’uomo Antonello. Per quanto riguarda l’artista, prima di arrivare a Roma, l’opera pubblicata in copertina, o a Scala Santa, ha fatto tutto il percorso di avvicinamento, studi che riemergono dalla soffitta delle idee come Natura morta, bozzetti che animano i ricordi di una vita come Jazz. Insomma, Antonello Acquaviva ha combattuto la sua personale Guerra, come ci testimonia il bel lavoro su legno del 2021, e l’ha vinta. Riuscendo pienamente, come egli stesso ci dice, ad espandersi in Tutte le direzioni prima di tornare a raccogliersi, distillando i suoi colori, armonizzando le sue cromie, come in Giallo e Celeste.

la locandina

 

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