
Schiavi S.p.A., impresa di costruzioni fondata nel 1928, oggi attiva sul territorio lombardo con una consolidata esperienza nella progettazione e realizzazione di opere architettoniche ed edifici residenziali, presenta “Design IN-colore”, il nuovo progetto ideato e diretto dal curatore e giornalista Sabino Maria Frassà, promosso nell’ambito del programma di Corporate Social Responsibility e mecenatismo culturale dell’azienda, con il patrocinio di CRAMUM. Dopo il successo di “L’arte in prima persona”, iniziativa dedicata al racconto dell’arte contemporanea attraverso la voce e i processi degli artisti, Schiavi S.p.A. amplia il proprio impegno culturale affidando a Frassà una nuova ricerca sul ruolo del colore nella contemporaneità. “Design IN-colore” si configura così come un progetto di ricerca e divulgazione che utilizza il colore come chiave di lettura del nostro tempo, mettendo in dialogo discipline e ambiti solo apparentemente lontani tra loro.
“Design IN-colore” prende oggi avvio con la pubblicazione contemporanea del manifesto “Di che colore è il nostro tempo?” e del primo approfondimento, “Atene non è mai stata bianca”. Da ottobre proseguirà con un nuovo contributo ogni mese, accompagnando i lettori fino all’estate 2027 attraverso storie di architettura, arte, design, città, materiali, neuroscienze, oggetti iconici e identità dei marchi.
Tutto parte dalla domanda che Sabino Maria Frassà si è posto e oggi rivolge a noi: di che colore è il nostro tempo? È una domanda solo in apparenza semplice. Tutto ciò che l’essere umano realizza ha un colore, e ogni colore è il risultato di una scelta, consapevole o implicita. Può definire un oggetto, modificare la percezione di uno spazio, costruire l’identità di una città o di un’impresa, orientare lo sguardo e contribuire alla formazione dei nostri ricordi.
È dall’aspirazione a guardare con maggiore consapevolezza ciò che ci circonda che nasce Design IN-colore, un progetto culturale che utilizza il colore come chiave di lettura del nostro modo di vivere, progettare, comunicare e abitare il mondo. Attraverso storie di architettura, arte, design, città, materiali, neuroscienze, marchi e oggetti iconici — da Hermès a Rolex, da Gaggenau a molti altri — il progetto non si propone di costruire una semplice storia dei colori, ma di leggere, attraverso di essi, l’evoluzione della cultura contemporanea. Il colore non è considerato un elemento puramente decorativo, né una finitura aggiunta al termine del processo creativo, ma uno dei linguaggi fondamentali attraverso cui l’uomo interpreta la realtà, costruisce identità e dà forma alla propria idea di mondo.
Design IN-colore vuole stimolare riflessioni, sfatare luoghi comuni e approfondire il ruolo del colore nella cultura contemporanea. Ogni contributo prenderà avvio da un caso concreto - un edificio, un materiale, un oggetto iconico, un marchio, una città, un’opera d’arte, una ricerca scientifica o un episodio della storia del design - per sviluppare una riflessione più ampia sul rapporto tra colore, identità, percezione e qualità dell’abitare. Questo progetto nasce dalla convinzione che la responsabilità di un’impresa comprenda anche la capacità di alimentare il dibattito culturale.
Come sottolinea Paolo Schiavi, Amministratore Delegato di Schiavi S.p.A.: «Crediamo che il nostro ruolo non sia soltanto quello di costruire edifici di pregio, ma anche di contribuire alla crescita di una comunità fondata su una cultura condivisa. Per chi progetta e realizza case, il colore non è un dettaglio estetico: ogni progetto modifica il paesaggio e il modo in cui viviamo, e dalla somma dei colori delle singole architetture prende forma anche l’identità delle nostre città. Promuovere “Design IN-colore” significa quindi assumersi la responsabilità di aprire uno spazio di riflessione sul modo in cui costruiamo e abitiamo il nostro tempo.»
“Design IN-colore” contiene già la domanda da cui nasce il progetto. È insieme un invito a entrare nel colore e un richiamo alla parola incolore: due letture opposte solo in apparenza, che aprono una riflessione sul modo in cui il colore, anche quando sembra assente, contribuisce a costruire significati, identità e visioni del mondo.
Come spiega il direttore creativo Sabino Maria Frassà: «Nel celebre saggio Chromophobia, David Batchelor ha suggerito che la cultura occidentale abbia guardato al colore con diffidenza, associandolo all’eccesso, all’irrazionalità e alla capacità di sovvertire l’ordine. È una chiave interpretativa importante, ma non una conclusione: il bianco, il nero, il grigio e le tonalità neutre sono anch’essi colori e possono esprimere, al pari delle cromie più intense, una precisa idea dello spazio, della materia e della società. Proprio questa capacità del colore di agire sulla nostra esperienza richiama le parole di Wassily Kandinsky, secondo cui “il colore è un mezzo per esercitare un’influenza diretta sull’anima”. Oggi neuroscienze, psicologia ambientale e storia dell’arte e dell’architettura mostrano come il colore orienti lo sguardo, modifichi la percezione dello spazio e contribuisca a costruire memoria, identità e benessere. Attraverso storie reali di architetture, oggetti, materiali, città e marchi, “Design IN-colore” leggerà queste scelte senza gerarchie precostituite. Perché ogni epoca lascia una traccia di sé anche attraverso i propri colori, e comprenderli significa comprendere più profondamente il modo in cui viviamo, progettiamo e abitiamo il mondo.»
La prima stagione attraverserà temi e registri differenti, alternando storia, filosofia, architettura, arte, branding, neuroscienze, materiali e innovazione. Perché il colore non è un semplice attributo delle cose, ma uno dei linguaggi attraverso cui costruiamo identità, memoria e cultura. Dopo il manifesto "Di che colore è il nostro tempo?" e il primo approfondimento "Atene non è mai stata bianca", ogni mese partirà da un caso concreto per indagare come il colore contribuisca a costruire l'identità degli oggetti, degli spazi, delle città e delle imprese.
SCHIAVI S.p.A.
Fondata ufficialmente nel 1928, ma con origini documentate che risalgono almeno al 1819, Schiavi S.p.A. è un’impresa di costruzioni che rappresenta una continuità rara nel panorama edilizio lombardo. Nata dall’evoluzione di una tradizione familiare di artigiani del costruire, l’impresa ha progressivamente strutturato la propria competenza imprenditoriale e tecnica, attraversando oltre due secoli di trasformazioni sociali, urbane e abitative.
Attiva oggi principalmente nel settore dell’edilizia residenziale di qualità e nella realizzazione di edifici pubblici e privati, Schiavi S.p.A. opera come interlocutore unico lungo l’intero processo edilizio, integrando progettazione, costruzione e gestione dell’intervento. La qualità costruttiva, l’attenzione all’efficienza energetica, alla durabilità dei manufatti e al rapporto con il contesto costituiscono elementi strutturali del suo approccio operativo. Giunta alla quinta generazione, l’impresa continua a coniugare solidità storica e aggiornamento tecnologico, ponendosi come partner affidabile per progetti che richiedono responsabilità verso i luoghi, le comunità e il futuro dell’abitare.
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sabino maria frassà
Sabino Maria Frassà è curatore e giornalista. La sua attività si concentra sul rapporto tra arte contemporanea, design, architettura, cultura d’impresa e responsabilità sociale. Ha curato oltre novanta mostre in Italia e all’estero, collaborando con musei, istituzioni e aziende di rilievo internazionale, tra cui il Museo del Novecento di Milano, Delvaux (Richemont Group), Gaggenau e Crédit Agricole. Direttore Artistico di Cramum, associazione non profit insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, è autore di circa trenta pubblicazioni, di cui oltre venti tradotte anche in diverse lingue, tra cui cinese, francese, tedesco e ungherese, e di più di seicento articoli. Ha intervistato artisti, architetti, collezionisti e protagonisti della cultura contemporanea. Laureato con lode in Economia e in Scienze filosofiche applicate, per Schiavi S.p.A. ha ideato e dirige Design IN-colore, progetto editoriale che indaga il colore come linguaggio della cultura, del progetto e dell’identità contemporanea.
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con il patrocinio di
CRAMUM
Cramum è un progetto non profit che dal 2012 sostiene le eccellenze artistiche in Italia e nel Mondo. Il nome è stato scelto proprio perché significa “crema”, la parte migliore (del latte) in latino, lingua da cui deriva l’italiano e su cui si è plasmata la nostra cultura. Cramum promuove attivamente mostre e progetti culturali volti a valorizzare Maestri dell’arte contemporanea non ancora noti al grande pubblico, sebbene affermati nel mondo dell’arte.
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