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L’“antica ribelle” Franca Pisani espone un suo telero a Helsinki

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L’arte di Franca Pisani, attiva da oltre 50 anni nell’ambito dell’arte concettuale e già protagonista di tre edizioni della “Biennale di Venezia”, torna a superare le frontiere.

Nel Meilaheden Kartanon Tanssipaviljonki di Helsinki, in Finlandia, dal 16 settembre al 25 ottobre 2026 l'Artista esporrà uno dei quindici grandi teleri già ammirati tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 a “Il Balcone del cielo”, la grande mostra personale allestita nel Complesso Monumentale di Sant’Agostino, a Pietrasanta (dove Franca Pisani vive e lavora ormai da oltre 10 anni), curata da Alberto Dambruoso, critico indipendente d'arte contemporanea.

Vero e proprio ponte teso verso la contemporaneità, a Helsinki Franca Pisani esporrà la sua opera Mare aperto (290 cm x 330 cm), che mette in evidenza lo spirito dell'artista, che si definisce «un'antica ribelle», ha operato ed è tuttora attiva nelle dinamiche della lotta per la condizione della donna nella società.

Artisticamente, il colore torna finalmente a imporsi sul nero e guarda al futuro con rinnovato ottimismo, fornendo una spinta propositiva verso il domani; di matrice caravaggesca, il fondo scuro non simboleggia la fine, ma l'inizio: il buio è il grembo da cui scaturisce la luce, è l'orizzonte quotidiano in cui è possibile superare le paure nascenti dalla consapevolezza delle proprie radici primordiali. Le tracce segniche e lo spazio mentale dimostrano come la pittura di Franca Pisani sia tornata al colore: risplendono infatti i gialli dei girasoli di Van Gogh, come i campi della "sua" Maremma, i rossi vermiglio del tramonto, gli azzurri cobalto, i verdi turchese del mare d’estate.

Ancora una volta, Franca Pisani non si ferma all’apparenza, ma va oltre: configurandosi infatti come un atto di ribellione passiva contro le sovrastrutture storiche dell'arte tradizionale, la sua poetica tra arte concettuale e memoria arcaica continua a esplorare le radici umane come caverna del rito collettivo.

Teleri e arte concettuale: un legame antico

Da quasi dieci anni – da quando espose una prima serie di opere dipinte su seta di Lione al Macro di Roma nella mostra curata da Duccio Trombadori - Franca Pisani utilizza i teleri veneti come un ponte concettuale tra la tradizione rinascimentale e l’arte contemporanea. Il termine telero indica le grandi tele di lino che nel ‘400 e ‘500 venivano create da artisti del calibro di Tintoretto e Carpaccio.

L’unione tra il telero tradizionale e l’arte concettuale contemporanea dell’artista affonda le sue radici nella formazione giovanile a Firenze, dove Pisani è cresciuta sotto l’influenza diretta di Eugenio Miccini e Ketty la Rocca - i maestri del Gruppo 70 – i quali si concentravano sulla demistificazione del linguaggio. La loro impronta concettuale è la chiave per capire come l’Artista sia arrivata a reinventare e fondere parola, immagine e segno con supporti e materiali non convenzionali. Pisani ha infatti ereditato da La Rocca e Miccini la spinta sperimentale e intermediale nonostante questi lavorassero prevalentemente sul segno grafico, sul collage, sul corpo.

Pisani invece compie il cammino inverso, quasi archeologico: mantiene la matrice mentale e concettuale dei suoi Maestri, ma la applica al recupero della manualità e dei grandi supporti storici. Per lei il telero veneto cessa di essere semplice elemento decorativo rinascimentale, ma si trasforma in un dispositivo concettuale uno spazio aperto, una pelle che non imprigiona l’opera ma la rende fluida, rappresenta la continuazione pittorica monumentale di quelle rivendicazioni femminili esistenziali che Ketty La Rocca esprimeva attraverso i suoi celebri stencil, video o i gesti delle mani.

Il telero, la forza scenografica e teatrale di esso, diventa il punto di sintesi perfetto tra la fisicità della pittura e la storia dell’arte italiana (il Rinascimento, l’ombra di Caravaggio) che vengono riscritte attraverso la lente rigorosa, celebrale e militante dell’arte concettuale di Franca Pisani.

Un altro telero da ammirare

A dire il vero, il telero che sarà protagonista della mostra di Helsinki non è l’unico dei quindici ammirati a Pietrasanta a essere in mostra in questo momento. Da qualche tempo, infatti, un altro telero dal titolo Linee invisibili (330 cm x 330 cm) è visibile a Villa Vittoria di Firenze, sede del Palazzo dei Congressi, all’interno di un importante progetto di valorizzazione voluto da Lorenzo Becattini, Presidente di Firenze Fiera.

franca pisani

Franca Pisani nasce a Grosseto nel 1956 da una famiglia di artiste: la nonna Margherita era disegnatrice di ricami per la regina Elena nella tenuta di San Rossore, in Toscana, mentre la mamma Lia era pittrice. A nove anni frequenta lo studio dello scultore e pittore Alessio Sozzi. Dopo la maturità artistica si trasferisce a Bologna per approfondire gli studi d’arte alla facoltà di lettere D.A.M.S., diretta da Umberto Eco. Conosce e frequenta Ketty La Rocca, artista inserita nel panorama delle avanguardie artistiche internazionali, che la mette in contatto con Eugenio Miccini, fondatore del Movimento “Poesia Visiva”. Questi porta nei musei e nelle università di tutto il mondo la creazione di Franca Pisani del 1976 Album Operozio. Nel 1977 è invitata all’inaugurazione del Centre Pompidou di Parigi dal direttore Pontus Hulten, all’interno del programma su larga scala di scambio artistico culturale, come esporre negli spazi del museo il Salotto di Geltrude Stein, film, poster, performance e Poesia Visiva cioè Album Operozio. Da quel momento prenderà il via un lungo percorso di esposizioni, tuttora in continua evoluzione, sulla spinta dell’urgenza di sperimentare il suo coerente indirizzo concettuale. Franca Pisani così espone nella Biblioteca Hertziana di Monaco di Baviera (1977), all’Università di Chicago (1999), a New York (2000), a Nizza (2003), alla Galleria Maretti Arte di Montecarlo, a Nimes (2005), nel Museo Marino Marini (2008), al Museo Reina Sofia di Madrid (2009), tre volte alla Biennale di Venezia (2009, 2011 e 2017), nel Museo Hamburger Bahnhof di Berlino (2013),nella mostra “Dietrofront” alle Reali Poste degli Uffizi (2014), nella mostra “Archeofuturo” nel Museo d'Arte Contemporanea di Palazzo Collicola a Spoleto (2014), partecipa a “Settantotto Ritratti” in pergamena per il libro donnArchitettura (2014), dona il proprio Autoritratto alla Galleria degli Uffizi che entra a far parte della relativa, unica collezione (2015), partecipa all’Expo Milano nel padiglione della Toscana e nel padiglione del Principato di Monaco (2015), espone alla mostra “Desdemona” nel Palazzo di Giustizia di Firenze (2015).Nel 2016 espone nello spazio culturale Marzia Spatafora di Brescia con la mostra “P.I.S.A.N.I.” e, nello stesso anno, decide di lasciare Firenze e di trasferirsi e lavorare a Pietrasanta, in Versilia. Nel 2017 espone alla Mostra dell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna, alla personale nella Palazzina storica di Peschiera del Garda e partecipa per la terza volta alla Biennale d’arte di Venezia nella mostra “Viva Arte Viva” nel Padiglione della Repubblica di Siria, nella mostra-omaggio a Palmira; quindi alla fine di settembre inaugura la sua prima personale al MACRO Testaccio di Roma, dal titolo “Codice archeologico - Il recupero della bellezza”. Nel gennaio del 2018, in occasione della “Giornata della memoria”, Franca Pisani dona all’Università di Padova un dittico dipinto su tela di Lione in cui inserisce un messaggio in più lingue (ebraico, italiano e inglese) - la frase Shoah, memoria collettiva- per ribadire la forza del ricordo; nel maggio dello stesso anno il dittico è collocato nell’Auditorium dell’Orto botanico della città veneta, il più antico d’Italia. Nel 2019, da aprile a ottobre nell’ambito della mostra “Succisa virescit”, è autrice di due istallazioni collocate all’interno dell’area museale dell’Abbazia di Montecassino (FR), in occasione del 75° anniversario del bombardamento che la distrusse pressoché totalmente. Nel mese di gennaio del 2020 è protagonista di “Una vita”, mostra antologica allestita nel Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino, con opere in seta di Lione dedicate a Sandro Botticelli. Nel settembre dello stesso anno espone le sue opere nella mostra “Nel Sogno. Omaggio a Matilde Serao”, a cura di Marina Guida, nelle sale di Castel dell’Ovo a Napoli. Nel marzo del 2021 una sua opera scultorea - Archeosegno, esposta alla Biennale di Venezia del 2017 - entra a far parte nella collezione temporanea d’arte di Villa Vittoria, che una volta ospitava la prestigiosa collezione di pittura, scultura e arte applicata donata dagli eredi dei coniugi Contini Bonacossi alla Galleria degli Uffizi di Firenze nel 1969. Nel mese di ottobre Franca Pisani partecipa a una mostra online a Shangai - Florence Centro.

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