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Inaugurata alla Camera dei Deputati la mostra accessibile "Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina"

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Promossa dalla Camera dei Deputati e dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS, si è inaugurata stamani nelle sale del Complesso di Vicolo Valdina a Roma (ingresso da Piazza in Campo Marzio, 42) “Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina” la mostra antologica itinerante, completamente accessibile, curata da Rodolfo Bona.

Condotta dalla giornalista Paola Severini Melograni, l’inaugurazione ha visto gli interventi dell’onorevole Federico Mollicone (Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati), Cristina Manetti (Assessore alla Cultura della Regione Toscana), Elena Martinelli (Presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS), Luisa Berretti (storica dell’arte e direttrice del Museo nazionale di arte medievale e moderna di Arezzo).

Attraverso la selezione di 26 opere, la mostra ricostruisce la parabola artistica di Alfredo Catarsini, pittore e scrittore viareggino che ha attraversato tutto il “secolo breve”, è stato protagonista di innumerevoli mostre in Italia e all’estero e ha frequentato per decenni gli intellettuali che trascorrevano la villeggiatura in Versilia.

«Si tratta di una variegata selezione di opere – spiega il curatore Rodolfo Bona – che copre circa 40 dell’attività pittorica di Alfredo Catarsini e ben rappresenta la sua importanza nella pittura del Novecento. Protagonista di mostre a Roma per ben 14 volte, Catarsini mancava nella Capitale da 41 anni, per cui ringraziamo la Presidenza della Camera per la straordinaria opportunità offerta alla Fondazione intitolata all’Artista di poter ancora una volta esporre le sue opere nella Città Eterna».

Tra le principali opere in mostra, oltre a una cospicua serie di Autoritratti e a dipinti legati alle tematiche a lui più care, vi è Il grano della bonifica lucchese, la grande tela dipinta (233x300 centimetri) con cui Alfredo Catarsini partecipò all’edizione del 1940 del “Premio Cremona”. Inoltre, questa di Roma è una mostra particolare anche per altri motivi: oltre a essere antologica e itinerante (siamo all’ottava tappa dopo l’esordio al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera nel 2024 e poi a Firenze, Viareggio, Pisa, Montecatini Terme, Lucca e Seravezza), l’esposizione è interamente accessibile anche a persone con disabilità visiva.

«La scelta di rendere l’opera di Alfredo Catarsini fruibile anche dalle persone con disabilità visiva esprime una concezione della cultura realmente aperta a tutti – ha reso noto il Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, in un messaggio –. L’arte può essere conosciuta attraverso linguaggi e modalità differenti e proprio questa pluralità consente di ampliare le possibilità di partecipazione e di vivere l’esperienza culturale in modo personale e autentico. L’accessibilità acquista valore quando diventa parte integrante del progetto. Il percorso portato avanti dalla Fondazione dimostra come tutela del patrimonio artistico, ricerca e attenzione alla persona possano procedere insieme, contribuendo a rendere la cultura uno spazio sempre più condiviso».

«Accogliere nelle sale del Complesso di Vicolo Valdina la mostra itinerante su Alfredo Catarsini rappresenta un’importante occasione per rendere omaggio a un protagonista sensibile e versatile del Novecento italiano – aggiunge il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone –. Come Parlamento, sosteniamo con convinzione iniziative che, oltre a valorizzare il nostro patrimonio artistico e culturale, pongono al centro un tema fondamentale come quello dell’accessibilità, consentendo davvero a tutti di fruire della bellezza dell'arte. Ringrazio la Fondazione Catarsini per l’impegno profuso nel far riscoprire questo straordinario percorso pittorico e umano, che oggi torna finalmente ad arricchire la vita culturale della Capitale e di tutta la Nazione».

«Con questa mostra la Fondazione Catarsini propone al vasto e vario pubblico di Roma una rassegna antologica che narra molto di questa figura d’intellettuale – afferma Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e membro del Comitato scientifico della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 –, perché Catarsini fu autore anche di romanzi e pubblicazioni. Lo propone a tutto tondo con immagini di un percorso straordinario durante tutto il Novecento. Nascendo a Viareggio, Catarsini poteva apparire un predestinato, un pittore di marine, darsene, cantieri navali e luoghi verdi e appartati della sua Versilia. In effetti questoi è stato, ma perseguendo sempre lo studio della figura e vivendo l’arte in maniera totalizzante, fino al punto di avventurarsi in strade sperimentali, come sono stati i dipinti caratterizzati dal ‘Riflessismo’ e dal ‘Simbolismo meccanico’. Catarsini è anche l’artista che segue dei propri fil rouge, come l’attenzione per la figura umana e come gli autoritratti che dipinse durante gran parte della sua vita. Tutto questo lavoro della Fondazione Catarsini, che si riverbera anche in itinerari nei territori che l’Artista ha amato e percorso, si accompagna al tema dell’accessibilità dell’arte in generale. Una forma di condivisione scaturita dal ‘Premio Catarsini’, che si è arricchita coi contatti con il Museo Omero di Ancona e altre realtà, che diventa un’esperienza interessante e positiva che non mancherà di costituire un esempio anche per altre che verranno».

Infatti ogni opera esposta reca un codice QR grazie al quale si possono ascoltare descrizioni adattate bilingue col proprio smartphone. Inoltre, al suo interno è allestito un Laboratorio Esperienziale con opera tattile per le esercitazioni: per questa mostra è stato scelto l’affresco che lo stesso Catarsini realizzò nel 1944 nell’abside di San Martino in Freddana, un’antica chiesa della Lucchesia. Proprio questa particolarità è frutto de “L’Arte accessibile per tutti”, il progetto pluriennale promosso dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS, che applica ormai da tempo una propria metodica originale per rendere l'arte e i luoghi di cultura e turistici accessibili a chiunque.

«Tornare a Roma con l’arte di Alfredo Catarsini, dopo 41 anni, ha per noi un significato particolare – dice Elena Martinelli, Presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS –. È la città nella quale Catarsini fu protagonista in diverse edizioni della Quadriennale, con mostre personali e partecipazioni a premi, e nella quale oggi portiamo la mostra itinerante ‘Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina’, ospitata alla Camera dei Deputati su invito del Presidente Lorenzo Fontana. Dalla sua prima tappa al Vittoriale degli Italiani, nel 2024, il progetto ha attraversato luoghi e istituzioni importanti, incontrando un interesse che conferma la capacità dell’opera dell’Artista di parlare anche al presente. Catarsini è stato un ricercatore e un anticipatore: partendo dalla tradizione postmacchiaiola, ha sviluppato il ‘Riflessismo’ e il ‘Simbolismo meccanico’, arrivando a una visione della realtà nella quale il rapporto tra uomo, macchina e tecnologia assume una dimensione sorprendentemente attuale. Studiare la sua opera significa anche rileggere, attraverso il suo percorso, molte delle trasformazioni dell’arte italiana del Novecento, di cui è stato protagonista. Con questa mostra la Fondazione Catarsini vuole inoltre continuare a rendere la sua opera accessibile a tutti, attraverso una lettura dedicata anche alle persone con disabilità visiva. L’obiettivo è fare della mostra non soltanto un luogo di conoscenza, ma un’esperienza aperta alla comprensione, al dialogo e all’accessibilità».

La mostra è corredata sia da un pieghevole con tutte le informazioni, sia da un corposo catalogo a disposizione dei visitatori della mostra, stampato a cura della Regione Toscana e che, reso anch’esso interamente accessibile, costituisce un’assoluta originalità.

Con ingresso libero, fino al 30 ottobre la mostra sarà visitabile dalle 11 alle 19.30.

LA MOSTRA

La mostra itinerante presenta  una selezione di opere dagli anni ’30 agli anni ’80 del Novecento per raccontare il cammino artistico di Alfredo Catarsini (Viareggio 1899-1993), partito da dipinti di derivazione macchiaiola e postimpressionista e proseguito attraverso  le esperienze segnate dal gusto dei primitivi e dal richiamo all’ordine, per  approdare alle forme volumetriche e plastiche degli anni Trenta e alle grandi  composizioni a soggetto storico e religioso realizzate fra 1936 e 1948.  Nel secondo dopoguerra il suo percorso è caratterizzato da  sperimentazioni, con le opere del periodo del suo Riflessismo, da  rotture formali e dalla temperatura espressiva in cui si è incubato il realismo  esistenziale italiano degli anni Cinquanta. La breve parentesi del suo Riflessismo e le figure fantastiche  del dopoguerra suggeriscono un artista sempre attento al dibattito culturale e desideroso di esplorare nuove vie. A partire dal 1948, Catarsini sviluppa una nuova forma espressiva incentrata sul difficile rapporto tra natura, uomo e macchina, che ha chiamato Simbolismo meccanico,  un tema divenuto sempre più urgente nel secondo dopoguerra e oggi di grande attualità. Questa fase rappresenta un punto cruciale nella sua riflessione, portandolo a constatare l’incapacità dell’uomo di controllare le proprie creazioni, con il rischio di rimanere intrappolato nei meccanismi che ha costruito. La definizione stessa di Simbolismo meccanico, che caratterizza due fasi di questa “denuncia sociale”, suscita curiosità e invita a esplorare le opere di questo periodo

I PUNTI FONDAMENTALI PER COMPRENDERE L’ARTISTA E IL SUO PERCORSO

Alfredo Catarsini è stato un artista che ha vissuto intensamente il Novecento, dimostrando una notevole capacità di evoluzione e reinterpretazione delle diverse correnti artistiche del secolo, sempre attraverso un suo stile distintivo. La sua produzione spazia ampiamente tra paesaggi, figure umane, scene della darsena e marine, ritratti e autoritratti, toccando diverse fasi stilistiche: da un ritorno all’ordine a forme più plastiche tipiche degli anni ’30, fino a grandi composizioni di soggetto storico e religioso. Questa varietà testimonia una continua sperimentazione e un’apertura alle trasformazioni artistiche del suo tempo.

Un aspetto fondamentale della sua arte è il suo profondo legame con il contesto sociale in cui ha operato. Catarsini non è rimasto isolato, ma ha saputo cogliere e riflettere nelle sue opere i cambiamenti, i nuovi valori e le sfide che hanno caratterizzato il XX secolo. In particolare, la sua sensibilità si è rivolta all’impatto dell’industrializzazione sul paesaggio e al mutamento della condizione umana, con le sue incertezze e speranze.

Proprio in questa sua capacità di essere un testimone attivo del proprio tempo risiedono l’originalità e la sorprendente attualità della sua arte. Le sue opere non sono solo belle da ammirare, ma offrono uno sguardo penetrante sulle dinamiche esistenziali, sulle paure e sulle aspirazioni che hanno segnato l’esperienza umana nel Novecento.

Proprio per la sua profonda connessione con le dinamiche sociali e umane del suo tempo, l’opera di Alfredo Catarsini trascende la mera dimensione estetica. Essa si configura come una testimonianza autentica e potente di un’epoca, capace di risuonare ancora oggi con le nostre esperienze, domande ed emozioni. La sua arte, quindi, è un dialogo vivo con il nostro animo e il nostro presente.

IL CATARSISMO

Con il termine Catarsismo la Fondazione intende definire la pittura di Alfredo Catarsini e condensare il risultato della corposa bibliografia critica che ha accompagnato e sostenuto l’arte di un maestro che ha attraversato con vigore tutto il Novecento, individuando determinate caratteristiche del suo operare.

Il Catarsismo nasce dalla coerenza creativa dell’artista e si manifesta come asciuttezza di espressione, serietà e libertà di pensiero, capacità di rinnovamento. È un’attitudine ad attenersi all’essenziale, qualunque sia il soggetto delle sue opere: persone, cose, paesaggi o ingranaggi. È il coraggio di accogliere il cambiamento, testimoniato dal suo continuo mettersi alla prova sperimentando forme e rappresentazioni originali, come nel Simbolismo meccanico.

Catarsini è uomo molteplice, pittore e scrittore, riflette instancabile sui grandi temi e sull’identità personale, risponde con inventiva alle sollecitazioni che il mondo intorno a lui propone con i mutamenti sociali e tecnologici, un tema quanto mai attuale. E sempre ci restituisce una pittura che parte dall’essenza purificata delle cose, dall’anima, per arrivare dritta al cuore di chi guarda.

VIETATO NON TOCCARE

L’intero percorso espositivo è accessibile anche ai visitatori con disabilità visiva grazie al progetto pluriennale della Fondazione Catarsini “L’Arte accessibile per tutti”, con la metodica ideata dalla Fondazione e già attuata dal 2022 nei totem e nelle tappe del Cammino I luoghi di Catarsini.

L’accessibilità è garantita da descrizioni adattate e audioguide scaricabili tramite QR code, che accompagnano il visitatore attraverso il percorso espositivo e le opere offrendo modalità di fruizione alternative alla vista. La possibilità di toccare la maggior parte delle opere promuove un’ inclusività che abbatte le barriere tradizionali. Il contatto fisico arricchisce l’esperienza con una dimensione sensoriale che approfondisce la comprensione di materiali e forme e incoraggia un’interazione più diretta e personale con l’opera oltre a  favorire una comprensione più profonda di texture, forma e materiali, a beneficio di tutti i visitatori. Rendere le opere tangibili sottolinea l’importanza di un approccio diretto e olistico all’arte, promuovendone l’accessibilità in contrapposizione a una fruizione puramente visiva e contemplativa. In sintesi, rendere le opere d’arte tangibili è un gesto potente che comunica l’impegno di promuovere un approccio più completo e sensoriale all’arte.

Tuttavia alcune opere esposte, a causa della loro fragilità o per esigenze di conservazione, non possono essere toccate direttamente o sono protette da vetro. Però, l’obiettivo di rendere l’arte accessibile a tutti, inclusi i visitatori con disabilità visiva, rimane una priorità. Quindi, per trovare un equilibrio tra la necessità di proteggere queste opere e il desiderio di offrire a tutti un’esperienza tattile significativa, è stato creato all’interno della  mostra uno spazio speciale chiamato Laboratorio Esperienziale.

per saperne di più

https://www.fondazionecatarsini.com/mostra-itinerante/il-novecento-di-catarsini-dalla-macchia-alla-macchina-introduzione/

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